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[Volume Nono e volume decimo.]
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a lungo la macchinetta, insegna levarie maniere di usarne, e proponela forma di un’ altra che chiama acorona di tazze, dove si trova, co-me nella pila, la medesima succes-sione dei metalli e dei conduttoriumidi.

« Non si ha a dubitare che la pi-la presenti manifestamente la veri-tà della teoria di Volta per rispettoall’ ipotesi galvanica, ma la scuolabolognese non seppe cedere subitola palma. Aldini nel Saggio diesperienze sul galvanismo stampa-to nel 4802, e più distesamente neidue volumi su lo stesso argomen-to, che videro la luce in Parigi dueanni dopo, si fece a ricombatterequella teoria, e alle antiche ag-giunse nuove obbiezioni, che ave-vano, sempre sotto ingannevoleapparenza, sembianza di vero. Fu-rono gli ultimi sforzi. Con isqui-sitissime prove si riscontrò il va-lore delle obbiezioni, e sciolte tut-te ad una ad una, fu pieno iltrionfo di Volta. Le irrefragabiliragioni eh’ egli adduceva sull’ i-dentità del fluido elettrico col no-minato fluido galvanico venneroraccolte fino dal 1805 da uno de’suoi più valorosi discepoli, e daleh. prof. Pietro Configliacchi fu-rono pubblicate nel 1814. La vit-toria di Volta è congiunta allascoperta dell’ elettricità per con-tatto. Oscurissimo cenno di questanovella fonte di elettricità si leg-ge nei libri di Newton (1), ma a

(i) Optice Lucis, edit. Lausannae etGenevae, fib. Ili, Quaest. XXI, p. 3o4-

giudizio, crediamo anche di Du-tens, è impossibile, se non dopodisvelata, intendervi espressa que-sta scoperta. Il fisico inglese ras-segnate che ebbe le attrazioni digravità, e le attrazioni elettrichee magnetiche, e detto della sen-sibile distanza in cui succedono,soggiunge 1’ opinione che tali at-trazioni possano per avventura e-sercitarsi a distanza così tenne,che sfugga ad ogni sguardo. Inispecie quanto all’ attrazione elet-trica inchina ad ammettere unadistanza estremamente piccolasenza che per cavare 1’ elettrici-smo fosse poi mestieri di sfrega-mento. Non è qui forse pronosti-cata 1’ elettricità pel contatto deiconduttori dissimili? Ma fu con-venientissimo che soltanto un New-ton prevedesse la scoperta di unVolta.

E facile aggiungere alle inven-zioni. Cruikhanks inventò il tinoo la batteria voltiana ; Davy com-pose una pila interponendo a vi-cenda lamine di stagno, strati diacqua e soluzioni di potassa ;Gautherot ne fece un’ altra condischi di carbone, di carta ba-gnata e di schisto; Zamboni co-strusse le pile a secco e le bina-rie ; Ritter le secondarie. Voltagiudicava difficile, ma non impos-sibile la composizione di qualchemateria, da potersene fare unapila tutta fusa insieme a guisa dibastone. Quantunque il Zamboni,e dopo lui Ilachette, non vi sianopienamente riusciti, non hanno ifisici a disperarne.