che nella dignità di primo consolefrenava la Francia, chiamò il no-stro fisico a Parigi. Là, in compa-gnia del prof, di chimica YalerianoLuigi Brugnatelli, egli recossi, enel novembre del 1801 lesse nellesale dell’Istituto, dove era raccoltoil fiore de’ dotti francesi, una dis-sertazione sulla pila e sui suoi effetti.Biot per ordine di quei dotti sotto-pose al calcolo gli elementi dellapila, ne illustrò assai la teoria, epoi fattone relazione, fu con unani-me voto levato a cielo il nome del-lo scopritore. Alle sperienze, chefece Tolta, volle assistere Bonapar-te. Uguale egli ad Alessandro ma-gno nella rapidità delle conquiste,Io pareggiò pur in questo, che seAlessandro volle vedere Apelle nel-l’alto che dipingeva, egli si piac-que di trovarsi con Volta, mentredichiarava le proprie invenzioni.Taluno potrà scrivere, che Bona-parte pe’ suoi fini adulava le acca-demie e i dotti; ma questo esempiodi cordiale benevolenza lo onoraassai, e fa d’uopo, senza tanto in-dagarne le cagioni, celebrare i fatLiegregi. Primo fu Bonaparte, cheera membro dell’Istituto, a pro-porre si battesse a Volta una me-daglia di oro. Fatto sì cospicuo diun grande italiano, che in mezzoall’Accademia parigina, la più illu-stre del mondo, chiama a sedere amaestro un altro grande italiano, etutti sforza all’ ammirazione, senzache osi alcuno accusarlo di prepo-tenza o di parzialità, è unico negliamidi deli’ umano sapere (Questagloria italiana ricorda 1’ illustreVol. IX.
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comparsa di E. Quirino Viscontinel mezzo del senato inglese, chia-matovi da quella nazione nel 1815a giudicarvi le preziose sculture inmarmo trasportate di Grecia inLondra da lord Elgin, non essendoa giudizio degl’inglesi alcuno inquella dottissima nazione, o in al-tra, abile di giustamente apprez-zarne il merito, quanto questo ita-liano). A pieni voti si adottò laproposizione, e la medaglia d’orofu coniata. Bonaparte aggiunse ildono di seimila franchi. In altratornata dell’ accademia il ministrodell’ interno Chaptal lesse una let-tera di Bonaparte, dove apriva lasua intenzione di stabilire il prezzodi tremila franchi per una meda-glia di oro da darsi a quel fisico,che nel corso di ciascun anno aves-se fatta la migliore esperienza sulfluido galvanico, e il dono di ses-santamila franchi a colui, che colleproprie scoperte avesse arricchitatanto F elettricità, quanto Frankline Volta. Ma se Alessandro, comun-que desiderio ne avesse, era inca-pace a far risorgere Omero, con-vien dire, che è pure ardua impre-sa pretendere che rinascano iFranklin ed i Volta.
Le assidue occupazioni stancaro-no F intelletto del nostro filosofo.Chiese, e dopo molte istanze, ot-tenne nel 4804 che un altro succe-desse nella cattedra di fisica a Pavia.Bonaparte a malincuore Io dispen-sava dall’ istruzione dei giovani, egli concesse la grazia col patto,che qualche fiata dovesse ancoradare lezioni dalla cattedra, sog-36