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[Volume Nono e volume decimo.]
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giungendo con un vezzo olla sol-datesca : « i grandi genii devonomorire sul campo di battaglia ».

Volta rappresentò l’università diPavia nei comizii di Lione. Nell’ot-tobre del 4810 fu nominato senato-re del regno d’Italia, e conte. Eu-genio Beauharnais di propria ma-no lo vestì delle insegne di cavalie-re della corona ferrea e della le-gione d’onore. I principi, quandousano umanamente con sì peregri-ni ingegni, acquistano fama. Nelnovembre del 1814 fu eletto diret-tore degli studii filosofici nell’ uni-versità. Le più celebri accademiedi Europa nel loro numero lo ri-posero ; e P accademia di Parigi,oltre alla medaglia di oro, gli co-niò una medaglia di argento, comea socio straniero. Una medaglia dioro gli fu stampata nel 1794 dallaregia accademia di Londra.

Nella pace della domestica quietenon intramise di occuparsi nell’ in-vestigazione delle naturali cose.Scrisse più particolarmente sulla. torpedine , sulla formazione dellagrandine, e, tolta occasione da unadisgrazia accaduta in Milano, esa-minò, se è possibile un incendiospontaneo : operette che tutte sonar”alla stampa. L’ età grave, e insie-me l’uffizio di senatore non pote-vano rapirlo a’ cari suoi studii ; enella dimora, che fece in Milano,venne di continuo esercitandosinelle sperienze di fisica in com-pagnia del suo collega, il senatoreParadisi, e per penetrare le piùascose leggi degli elettromotori, sivalse di strumenti a truogolo as-

sai grandi. Compose una disserta-zione sui bolidi e sulle pietre me-teoriche, e recitolla in altra delletornate del consesso nazionale discienze, lettere ed arti, al qualestudiava di sempre trovarsi pre-sente. Ad istanza di un amicocompilò negli ozi della villa untrattatello di elettricità, che pub-blicato dimostrerebbe vera 1’ as-serzione : i trattati delle scienzeessere eccellenti, quando sono det-tati da uomini di consumata dot-trina.

Nel 1819 rivide, per non piùdipartirsene, le sponde del patriolago. Visse senza fasto il resto deisuoi giorni, e quando nei templi osulle piazze si mescolava tra lafolla dei cittadini, nessuno avreb-be saputo discernere lui esserequel fisico, al cui nome si alzava-no riverenti i dotti e le accade-mie. La superba Pietroburgo Ioinvitò a sè, profferendogli largostipendio ed onori, ma non sos-tenne di abbandonare l’Italia.

Non era meno modesto nell’ o-scurità delle domestiche pareli.Quando gli si annunciava, chequalche illustre viaggiatore chie-deva di essere intromesso alla suapresenza, lungi dall’insuperbirne,e nessuno ne era testimonio altroche i suoi famigliaci, prorompevain queste parole: « che voglionomai da un povero vecchio ? » 31asempre afiàbile e cortese acco-glieva tutti in sua casa, e subitocoi forestiere il suo discorso pro-cedeva con quella cordialità, chesi costuma tra gli amici. Huin-