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[Volume Nono e volume decimo.]
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» più dovizioso di talenti ». Dopoquatti 1 ’ anni, che trascorse nellostudio delle umane lettere e dellaretorica, fu ammesso alla filosofia ;ma abborrendo egli dalle arideforme scolastiche, e da quelle fal-lacie, con che tristamente delude-vasi T intelletto bramoso della ve-rità, « di soppiatto, come attesta ei» medesimo, e non d’ altri aiuti» provveduto, che di quello del» proprio ingegno, » consecravaalla geometria quante ore dall’ im-posta applicazione libere gli rima-nessero. Così la naturale tendenzamoveva alla propria meta e sgom-brava a sè dintorno gli ostacoli,più che dalla ignoranza de’ precet-tori , dalla prepotente forza deitempi frapposti. Nel 4093 ricco dimolte più cognizioni che dalla glo-rila del Volta è forse il più maravi-glioso dei trovati moderni. Qualcb’ altroFrancese di minor grido s'ingegnò discemare il merito del grande trovato,attribuendolo a fortunata congiuntura,piuttosto che a forza di mente : magiova ad ogni modo, che tale fortunasia succeduta in Italia.

Il Biot ha inserito sugli studii e sul-le scoperte del Volta un succoso arti-colo nella Biografia Universale, e l’Ara-go negli Annali di Chimica e di Fisicadi Parigi l’Elogio, che fu poi tradottoda G. B. Menini e inserito neìVIndica-tore Lombardo con note dell’Editore. Diquesta versione si è fatta anche unaedizione da sè con qualche aggiunta(Como, presso i figli di C. A. Ostinel-li, 1 835 , in 16.1110).

Il Maffei nella sua Sloria deila Lct-tuaVira italiana (edizione seconda) si ètal so dell’articolo del Biot.

vane sua età e dall’ indole deitempi si potessero richiedere,, dopodi aver tenuta nel collegio di Bre-scia una pubblica conclusione, pas-sava all’ Università Padovana. Ividimorò per tre anni, e più che aglistudii legali, in cui fu laureato il 7giugno del 4696, intese l’animo adogni maniera di erudizione sacra eprofana, dedicandosi in ispecialguisa alla filosofia, e nella filosofiaalle ricerche analitiche e matema-tiche. Nè ad aguzzare in questaparte l’ingegno di Iacopo valseroad ultimo argomento le veglie so-stenute per penetrare a fondo ledottrine di un’opera di Newton, chedi que’ giorni uscita era alla pub-blica luce, e portava a titolo : Prin-cipii matematici della filosofia na-turale. Molti, anche tra gl’illustri

Nelle Varietà letterarie , voi. I, p. n6e seg., v’ lia un articolo di DefendenteSacelli, intitolato : \Funerali dì Volta eTamburini a Pavia nel 1827. Qui cipiace di riferire un fatto che merita diessere conservato, perchè si deve tenerconto anche dei gentili pensieri. Allor-quando si celebrarono solenni esequienell’Università di Pavia, alcuni giovaniavevano divisalo di presentare all’ilaJuslre matematico Bordoni una coro-na d’alloro, perchè egli di sua ma-no la posasse sul feretro dell’ immor-tale inventore della P*Ja. Ma parvea taluno profana la ceremonia al sacroluogo.

Il Giordani compose una Iscrizioneche non fu mai incisa, la qual si trova stampata nel volume delle sue /-scrizioni italiane , che ha p bblicalo ilSilvestri.

V Editore .