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[Volume Nono e volume decimo.]
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quantunque, avendo serbato la fi-sica agli anni più maturi della suavita, mostrassela quasi meta ditanti suoi studii, e solito fosse a ri-petere, che in faccia ad essa le al-tre scienze sembrano trastulli; pu-re io m’ avviso, che più della fisica,valgano ad eternare il suo nomeed improntarlo del marchio rive-rito del genio gli studii suoi mate-matici e geometrici ; quegli studiieh’ egli si protestava d’imprenderee pubblicare « non ad altro' ogget-» to ... se non per far vedere che» anche in Italia si spende ... qual-» che ora d’ozio in materie così su-» blimi, e che gl’italiani pensano» quanto gli altri, ma non hanno» tanto prurito di farsi autori ».Veggasi infatti come appianasse lemaggiori difficoltà nella scienza, equel sentiero infiorasse eh’ altri a-vevano per impraticabile ritenuto,come sciogliesse con mirabile arti-ficio i più involuti problemi, e laverità e 1’ errore ove meno cre-deansi, discoprisse ; e il vedernelosarà focile dall’accennare, che farò,degli argomenti de’suoi schediasmie delle sue dissertazioni in questogenere e molte e tutte rivelatricidell’ ingegno acutissimo che le det-tava : poiché lo estendermi d’ av-vantaggio nell’ analisi non sarebbeopera di un articolo biografico."Veggasi quanl’egli si sentisse fortea petto de’ più gran nomi, a’quali,amico cnm’ era della verità, mani-festava i lor proprii errori; co-me fece con Giovanni Bernoulli,mostrando « che tanto era lunge« che la formola dell’Ermanno sul-

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» le forze centrali nel vuoto fosse» disperata, come asseriva il Ber-» noulli stesso, che anzi, disposta» conforme richiedeva il suo meto-» do, era di così facile integrazio-» ne, che poteva stare a confronto» delle più semplici. » Nicola Ber-noulli volle assumere le difese del-lo zio, ma pel Riccati tornò age-vole il convincerlo etsi satisfecero,lo ripeterò colle spiritose paroledel Fabbroni, pietati in defenden-do patmo, non satis fecisse tamenarguitali c.aussae. Un’ altra for-mola poi venne proposta da Iaco-po circa i coefficienti e gli esponentidapprima indeterminati, che dallacelebrità dell’inventore ottenne ilnome di Riccatiana, e dal Bernoullial de la Grange esercitò l’ingegnode’più distinti matematici. Vennepubblicata negli atti di Lipsia e inessi primieramente Giovanni e Ri-colò, poscia Daniele Bernoulli la ri-conobbero per Riccatiana; nè so ilmotivo, per cui l’editore delle operedi Iacopo Bernoulli nel 1744 si per-mettesse di dire, eh’ egli nella sco-perta di codesta equazione aveapreceduto il Riccati; errore ammes-so dal Bossut insieme all’altro diporre la nascita di Iacopo Riccatinel 1690 e la morte ne! 1735. L’unoe l’altro nella traduzione dello sto-rico francese ripetevansi dal Fonta-na, che qual italiano aveva il dove-re di emendarli. Ma qual meravi-glia di ciò se, come accennai, in unaBiografia universale data in luce aVenezia, città contermine alla pro-vincia Trivigiana, l’uomo che damaestro « trattava di grammatica