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[Volume Nono e volume decimo.]
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A queste luminose testimonianzeaggiungete poi quella dell’ accor-rere ,che faceasi di continuo al Ric-cati con lettere per consiglio, conla persona per averne quegli am-maestramenti che indarno si cerca-vano altrove; poiché di Bologna,di Pavia, di Padova, passavano pres-so il Riccati non pochi, e di maestrisi faceano discepoli, onde perfezio-narsi nella scienza. Lo attestanoprincipalmente Giordano, Vincen-zo e Francesco suoi figli, per cuil’Italia còme l’Elvezia ha la sua fa-miglia matematica. Lo attestano ilSuzzi, il Riva, l’Agneli, il Rampi-nelli, di cui sta scritto nella prefa-zioncella alle stampate sue lezionidi ottica, che dopo di avere studiatoin Padova ed ivi contratta amiciziacol marchese Poleni, col Riva ed al-tri illustri professori di quella Uni-versità: neminem unum observavitmcigis , coluitque quam comitemRiccatum , acl quem in francorumcastro , agri Tunisini oppido de-qentem saepius commeare solebatnon aeris inclementia, non imbri-bus, aut difjicidtate viarum un-quam deterritus. Imo etiam co locihospittum conduxil, quo commodemagis liberiusque tanti viri con-suetudine vteretur. Codesta è ve-ramente una gloria del Riccati, maun esempio pur anco degli studiosi,quando siano innamorati della scien-za, e non amandola a qual fine maicoltivarla? Il Rampinelli fu in ap-presso dal Senato di Milano cononorevolissime condizioni eletto aprofessare matematica nell’ univer-sità di Pavia, e diresse ne’proprii

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studii la Italica Ipazla, Gaetana A-gnesi, che pur essa nella prefazionealle sue istituzioni analitiche scri-veva : » Nel tomo secondo per en-» tro il calcolo integrale ritroverà il» lettore un metodo affatto nuovo» per li polimonii, nè in luogo al-» cuno prodotto ; questo è del cele-» bre, e non mai abbastanza lodato» signor Conte Iacopo Riccati ca-» valiere di singolarissimo merito» nelle scienze tutte e ben noto al» mondo letterario. Ila egli voluto» fare a me quella grazia che io non» meritava, ed io rendo a lui ed al» pubblico quella giustizia che si» conviene. » Che se di tanto sape-re fornito era il co. Iacopo, non cimeraviglieremo che il Veneto Go-verno volesse profittare di lui, e nel4724 allorché lo invitò a suggerireque’rimedii che gli sembrassero piùopportuni a regolare la foce delporto di s. Niccolò di Litio, acco-gliendo, a preferenza d’altri parec-chi, il parer suo fra gli applausi eil battere delle mani; e nel 4727quando col Marchese Poleni eraeletto a visitare il corso dell’Adigee delle sue ramificazioni, onde po-scia offrire un progetto il più sicuroa dirigerlo; e nel 4739 in che glisi commetteva per ordine sovranodi provvedere all’ escavazione delcanale di s. Pietro, al rinforzo diquello degli Ebrei, e al miglior esi-to della già escavata cunetta di Le-gnago, lavori da lui prontamente ead ottimo fine condotti; e nel 4741in cui facendosi maggiori sempregl’interramenti del Po, il Magi-strato all’ acque inviògli due scrii-