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[Volume Nono e volume decimo.]
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Senlimenlo generoso, che baste-rebbe solo alla gratitudine de’proprii connazionali, ove i gene-rosi sentimenti non si dimenticas-sero tosto in un paese per anti-chi e nuovi odii, anche nella no-bilissima professione delle letteree delle scienze, diviso. Che setanta mitezza di costume, acu-tezza d’intelletto e generosità dianimo gli procacciava il rispettoaffettuoso de’suoi discepoli, nonvalea meno a procacciargli quellodegli illustri contemporanei, che

10 addimandavano di consigli egiudice lo voleano de’proprii scrit-ti. Fra le molte corrispondenze dilettere cui tenne, fu amorevole edotta assai quella col fratello Gior-dano ; cliè l’uno l’altro le pro-prie scoperte, i concetti, il fruttodegli studii comunicavansi, ed in-sieme correano la propria lancianelle polemiche, da cui agitatoera il campo delle matematiche,e le troncavano non di rado. Nel-la questione infatti che insorse traLeibnizio e Bernoulli, a cui pre-sero parte in appresso l’Eulero e

11 d’Alembert: se i numeri nega-tivi abbiano i loro logaritmi, e sedebbano essere eguali a quellide* numeri positivi, si posero e-glino di mezzo « e vennero a sla-» bilire la vera equazione della» logistica, che ha due rami affat-» to simili e dall’ assinloto equi-» distanti, onde ci sono forniti i» logaritmi de’ numeri negativi» eguali a quelli de’ numeri posi-» tivi, e con una lettera di Gior-» dano stampata in aggiunta a

cinque di Vincenzo fu posto finealla controversia. L’ opera nonpertanto, che dapprima gli valsela maggior fama, fu quella cheporta a titolo : Dialogo, dove ne*congressi di più giornate delleforze vive e delle azioni delleforze morte si tien discorso, evenne nel 4749 alla pubblica lucein Bologna. In esso discorre ilRiccati con molta vivacità ed ele-ganza, e tratta vittoriosamente leprincipali e più oscure questionidella meccanica, ed in ispecial gui-sa le molte intorno alla forzad’ inerzia , all’ eguaglianza, chev’ ha fra 1’ azione e la reazione,alla forza centrifuga ed alla na-tura dell’ equilibrio. Il dialogo diVincenzo fu sprone a FrancescoMaria Zanotti, perche spargessedell’ atticità più festosa un suoleggiadrissimo opuscolo, in cui talfiata mostra di allontanarsi dalledottrine del Riccati, ma « quaecorrigere voluit, scrive il Fab-broni, illustriora fecit ». EbbeVincenzo ad oppositore del ricor-dato dialogo anche Felice LuigiBaiassi de’ canonici regolari, cheuscito era della sua scuola ; madimostrò maggior audacia che sa-pere. Il Riccati poi per principiomeditato che avea, di tenersi lon-tano dalle liti, che potevano so-verchiamente inasprirsi, non ri-spose : nullameno si protestò ri-conoscente a Giambatista Nicolai,che in una dissertazione inseritanel volume primo dell’ opera cheporta il titolo : Memorie per ser-vire all* istoria letteraria, prese