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non furono 1’ ultimo argomentodelle sue meditazioni, come nefanno prova le opere di questogenere, che stampate o tuttaviainedite rimangono. Sembra chedopo la morte del padre suo la-sciata 1’ architettura militare, piùeh’ altro alla civile si applicasse,e lo dimostrano i varii disegni,che a soddisfare le inchieste degliamici venne tratto tratto facendo,molti de’quali eseguironsi, e gliscritti che intorno a questa diedein luce. Tra gli scritti, che'si stam-parono, meritano particolare con-siderazione il trattato Intorno al-barelli tei tura ciuilej e l’altro In-torno alla costruzione de 3 teatrisecondo il costume d J Italia. Nelprimo con tutta chiarezza e scien-tificamente mette sott’ occhio laverità della media armonica pro-porzionale ritrovata dal padre, edin parte illustrata dal fratello, edè tutto volto a provare, che l’ar-chitettura è una vera scienza eda certi principii deriva. Nel se-condo con una dissertazione divi-sa in tre parti esamina, se la fi-gura ellittica proposta dal cavalierRizzetti possa ammettersi nellacostruzione de’ teatri secondo ilcostume d’Italia ; e dopo averlaesaminata, la rifiuta, venendo astabilire egli medesimo quale fi-gura convenga col rendere al-l’uopo le logge o palchi diver-genti e non convergenti. In que-sta dotta e bene ordinata disser-tazione il conte Francesco ebbead impugnatore il fratello Gior-dano, il quale pigliando le prove dai
principii più certi dell’ ottica edell’ acustica , rigetta la elissi co-nica curva adottata dal fratello, econ nuovo argomento ne proponeun’ altra a suo giudizio più op-portuna d’assai. La memoria diGiordano rimase tra le inedite o-pere sue. Francesco nel '4746 ie-gossi in matrimonio con Marghe-rita, figliuola del conte FrancescoManiago di Yalvasone, nobile feu-datario del Friuli, e di Argentinade’ marchesi Ridolfi di Firenze,donna amabile e colta, che lo fe’lieto di alcuni figli. Le cure peròdi marito e di padre noi tolseroa quelle degli studii, che divenuteerano il patrimonio più glorioso disua famiglia, e seppe le une alle al-tre insieme accordare. Fu ottimoreggitore della sua casa, fu degnoseguace del padre e de’ fratellinell’ amore alla vera dottrina, fucostante nell’ esercizio, della vir-tù e nella pietà religiosa, di cuidiè manifestatissima prova nellacrudele malattia, che durò due an-ni a logorargli la vita ed egli coneroica pazienza sostenne. Morì a’48 di luglio del 4791, un annoallo incirca dopo la morte del fra-tello Giordano, e chiuse la onora-ta schiera de’moìti illustri contem-poranei in una famiglia, che vivràsempre ad onore delle scienze i-taliane.
Si parla di Francesco Riccatinel foglio letterario del p. Conti-ni aH’anno 4794; nel volume XXIIdel Giornale di Modena ; e nelNuovo Dizionario storico, Bussano,appresso il Remondini, 1796.