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[Volume Nono e volume decimo.]
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Opere stampate.

I. Dissertazione intorno al-l’architettura ernie , in cui si di-mostrano e si stabiliscono tuttele possibili simmetrie e scom-partimenti in una figura rettan-gola ad una sola nave. Venezia,presso Simon Occhi, N. R. Calog.,4764.

II. Lettere dirette al cavalierdi Laverò intorno a varie nuo-ve teoriche e metodi pratici perV architettura civile. Treviso ,4763.

III. Vantifilosofo militare , os-sia Tdflessioni sopra il libro, ilcui titolo : Il filosofo militare.Treviso, 4776.

IV. Della costruzione de ’ tea-tri secondo il costume ti Italia ,cioè divisi in picciole logge.Bassano, 4790.

V. U elettricità, poemetto. Ve-nezia.

Opere inedite.

I. Della vera ricchezza deiPrincipi e delle Nazioni-

li. Trattalo universale d’ar-chitettura civile. Lavoro imper-fetto.

« Questa grand’ opera dovevaessere divisa in tre libri. Il primoè compiuto, il secondo è ridottoa buon termine, e del terzo nonv’ ha che il trattato su’teatri, chedovea farne parte ».

III. Numitore , Cora verginedel Sole, e Tamiri. Tre tragedie.

Inoltre varii altri scritti imper-fetti.

Ab. Iacopo dott. Bernardi.

MOCCHETTI (Francesco), poe-ta colto e scienziato ragguardevo-le , sortì i natali in Como nel 24ottobre 4766 da famiglia oriondada Lezzeno. Dopo i primi studiiin patria recossi a Pavia, alunnonel collegio Ghislieri, e, correndol’anno 4794, vi fu dottorato inmedicina. L’ università pavese eradi quei tempi celebratissima nelmondo, e volgeva per lei il secolod’oro. In prova basta ricordarcidegli splendidi nomi di Spallanza-ni, Mascheroni, Tamburini e Vol-ta. A quest’ ultimo e al cantoredi Lesbia fu singolarmente caroil Mocchelti. Volta lo voleva sem-pre di sua compagnia, e Masche-roni , quantunque lo vedesse tut-tavia sulle panche della scuola, loascrisse all’accademia degli Affidati,di cui era principe.

Insignito della laurea trasferissiin Milano a continuarvi la praticadi medico nelle sale dello spedalemaggiore. Savio consiglio, e daproporsi a tutti i medici, che vo-gliono con fiducia e (onoratezzapercorrere la loro carriera. Noipartendo da Pavia, mi diceva ilMocchetti, siamo circondali damille incertezze, e con tutto ciòci affrettiamo per amor del da-naro a tastar polsi e scriver ri-cette. Un’arte nobilissima si can-(jia nel mestiere del cerretano. Esotto medici valenti, che dobbia-mo rinvigorirci nella pratica. Che