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[Volume Nono e volume decimo.]
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ri e i Lamberlazzi. Il primo ci con-duce tra le fazioni degli esercitifrancesi, allorché per la prima voltainvasero il Piemonte sullo scorciodel passato secolo: il secondo netrae in mezzo alle fazioni civili diBologna nel secolo XIII. Le cata-strofi dei romanzi di questo scrit-tore non sono mai liete, ma tragi-che, e quasi di là da tragiche, sì chene straziano l’animo, e vi lascianouna lunga impressione ingrata etristissima. Quello però che deesinotare si è che essi non sono im-morali, come, pur troppo, non pochidei romanzi che ci si regalano daglioltramontani. Ma a ricambio quan-to mai è lieto il fine delle sue no-velle ! le quali tu le trovi tutte con-dite e piene di soavità, di affetto, edi una singolare vivacità, cose chevanno generalmente giunte ad unamabile, leggiadro e purgato stile.Egli ne infiorava i giornali: poi fu-ron raccolte in due voi. stampatidal Manine in Milano, 18-30.

Ma l’ingegno versatile del Sacellinon sapeva ristringersi alla filosofia,alla storia, ai romanzi, alla filologiache pur son grandissime cose, e sirivolse quindi anche alle belle arti.Egli non avea veruna pratica peri-zia di disegno, nè mai pigliò in ma-no matita: ma aveva all’incontrocercala l’Italia tutta, aveva osser-vali e contemplati i capolavori dellearti, avea tenuta famigliare consue-tudine cogli artisti usando ai lorostudii, e, quel che monta sopra ognialtra cosa, aveva in sè il senso delbello artistico : arrogi a tutto que-sto ch’egli avea lette le migliori

opere sulle arti dd disegno, ne ave-va imparalo il linguaggio, alle qua-li cose si conviene aggiugnere checon questi studii e con questi capi-tali di scienza egli possedeva sì lapropria lingua, e ne avea sì francoed agevole il maneggio, che eraglileggera cosa giudicare e scrivere inbelle arti. Ond’è che egli ha illu-strate le incisioni di Garavaglia, diAnderloni, di Ferreri, e ci ha de-scritti ad ora ad ora gli studii ele opere di Hayez, di Migliara, diSabatelli, di Diotti, di Torhwald-sen, di Canova, di Marchesi, di Lip-parini; e ci ha date di anno inanno relazioni esatte e ragionatedelle Esposizioni delle belle arti inMilano, le quali poi si riproduce-vano annualmente dal Yisa', in gra-ziosi almanacchi ; ed egli infineannunziava qualunque nuova ope-ra, ed al pubblico la commendava.Ma tra i lavori di questo generesono notabilissime le illustrazionidell’arca di S. Agostino dietro allemagnifiche incisioni del prof Ferre-ri, la cui edizione in foglio fu fattafare dal municipio di Pavia nel■1832. E nella descrizione di questoinsignissimo monumento del secoloXIY innalzato alla gloria dell’immortai vescovo di Ippona, nulla halasciato a desiderare sia per la par-te istorica, sia per la parte artistica,sia infine per la parte critica; e per-fino a che sussisterà quel monumen-to maraviglioso si dovrà ricordareil nome del Sacchi.

Essendosi il Sacchi per ragionidomestiche dovuto trasferire collafamiglia a Milano, dovette, avendo