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[Volume Nono e volume decimo.]
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quenza de’ più brillanti convegni,e che, raccoltosi di un tratto adaltra maniera di vivere a’ nuoviobblighi assunti corrispondente,trova in essa pure la propria soddis-fazione: questo è senza più irre-fragabile indicio di anima virtuosa,e ovunque la ritrovi mi piace ren-derle quell’onore che lesi deve. Iritagli di tempo dedicati agli studiiletterarii gli valsero il compimentodel secondo volume delle Vile de-gl’italiani illustri, la raccolta in duevolumi delle lettere di Lorenzo Ma-galotti e l’apparecchio d’argomentiad altri lavori. Fu ascritto all’acca-demia della Crusca, ed a mostrarela gratitudine sua pel ricevuto ono-re, cercò, die’ egli, di promuoverela gloria dell’ accademia stessa, ar-ricchendola dei nomi illustri di Me-tastasi, di Francesco Maria Za-notti, del Sibiliato, del Frugoni,

11 quale dopo avernelo con letteradel 43 settembre 4768 ringraziatoaffettuosamente del procuratogli o-nore, aggiugneva: » Vi basti sa-» pere e credere, che cosa non po-« tevate procacciarmi, la quale nè» più grata, nè più pregiata da me,» nè più piena per me di onorevo-» lezza si fosse, e di cui vo somma-» mente contento anzi superbo. «Del 4769 riedeva a Roma per ab-bracciare gli amici suoi. ClementeXIV gli fè la più cortese accoglien-za, lo volle annoverato fra’came-rieri secreti, e mise in opera moltepratiche e lusinghe molle per ivitrattenerlo; siccome però di que’giorni il Fabroni stato era da Leo-poldo eletto a reggitore dell'Univer-

sità-di Pisa e Priore dell’ordine disanto Stefano, così gli parve ingra-titudine abbandonarla Toscana; ri-fiutò quindi le proposte di Roma, im-prese il viaggio di Napoli, ove fuaccolto assai benignamente da Ca-rolina , e di breve ritornossene aFirenze , ove diede in luce due vo-lumi di lettere che vengono del se-guente modo ricordate dall’Andres,Voi. Ili, p. II pag. 259, edizionedi Venezia 4834 : » Il Fabroni con» erudita diligenza ha raccolto pa-» recchie lettere di uomini illustri,» singolarmente dei toscani..., le» quali e per le cose e per le paro-» le e per lo stile e per la materia» sono tenute in gran pregio. »Diede pure di quest’ epoca comin-ciamento al Giornale dei letteratidi cui ciascun anno si pubblicavanoquattro volumi, e che giunse alcentesimo quarto. Il Fabroni, chefu 1’ eccitatore e presedeva allacompilazione, dovette pur anco so-stenere il massimo peso, e quantun-que i posteri gli diano lode, puredi quell’opera gli vennero e brighee innumerevoli disagi. Ma lasciamoche ne parli egli stesso : Non o-misi cura che fosse , e mi sono inogni maniera adoprato perchè l’o-pera si credesse degna del Prin-cipe a cui dedicavasi; benché poi ein Pisaj, ove slampavasi, ed a Fi-renze ed altrove sortito avessi de-gl’illustri collaboratori, tuttavianon di rado dovetti assumere so-pra di me tale una gravissimaparte, che mal poteva reggere adessa . V’ hanno degl’ interi volumida me composti , e tutto che intor-