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e la luce ilei giorno. La sera ridu-cevasi in casa di un antico curiale disua famiglia, il quale amorevolmen-te lo ave va accolto. —Il giorno dopoebbe la ventura di stringere coll’a-bate Cancellieri, incaricato d’affaripresso la corte di Roma dalla cittàdi Ferrara, quell’ amicizia la qualenon si estinse se non colla vita delCancellieri medesimo,- e poco dopole lettere del padre, che persuasodelle sue ragioni, gli assentiva il sog-giorno di Roma, e gli stabiliva unamodica pensione, finirono di compie-re la sua gioia.
Allora cominciò a vedere posata-mente le preziosità di Roma, e a fre-quentare le scuole dell’ Accademiadi 8. Luca; ma sovrattutto si pose astudiare da sè, e a disegnare i mo-numenti, senza lasciarsi imporredalla somma magnificenza di alcuni,formandosi di essi un giudizio pro-prio, ben lontano dalle vecchie teo-rie e dalla opinione volgare.
Quei principii che Milizia a que’giorni altamente predicava inRoina,s’insinuavano naturalmente nell' a-nimo di Cicognara; e perchè glipareva di profittar poco dalle lezio-ni che udiva in S. Luca, si associòa varii giovani, i quali avevano sta-bilita quasi una nuova Accademiain casa del pittor Corvi. — Chi det-to avrebbe, scrive lo Zannini, chein quella stanza a cui ogni sera con-venivano quegli animosi, si racchiu-desse così gran parte della futuragloria italiana ! E di vero, fra icompagni di Cicognara erano il Ca-muccini, il Benvenuti ed il Sabatelli. -In quel tempo egli ebbe, per opera
del Cancellieri, il diploma di pastorArcade, e si fece ammirare nel bo-sco Parrasio per nobiltà, eleganza efranchezza di modi e di parole. Eanche è da notare come venisse a-scritto a molte altre ragguardevoliAccademie di Romagna e di Lom-bardia ; cosa a dir vero che pocogiova a sua gloria, perchè sebbeneegli meritasse assai più di parecchialtri quegli onori, quegli onori me-desimi erano in quella stagione ac-comunati a troppi, diluì molto me-no meritevoli.
Viaggiò nello stesso tempo pergli Abruzzi e ne stese così esaltatenotizie, che misero voglia al di luipadre di veder Roma; ma la trovòegli inferiore alla fama. - Volle ancheveder Napoli conducendo il figliuoloLeopoldo, ma non sapremmo qualidisgustosi accidenti costrinsero am-bedue a retrocedere a Roma, laquale, delibata Napoli, apparve lorosquallida e deserta: e quantunquePiranesi, Canova e Milizia vi richia-massero in onore le arti, e vi faces-sero fiorire il buon gusto, pure fuLeopoldo trascinato,dopo breve sog-giorno, da prepotenti memorie aNapoli una seconda volta, e quindia Palermo, dove il principe di Ca-ramanico gli fece ogni più grataaccoglienza. Colà pubblicava alcunepoesie di genere descrittivo, allequali le arti avevano somministratogli argomenti.
Poi vide Trapani, Termini e i mo-numenti di Segeste, e non avendopotuto visitare il centro della Sici-lia, nè il litorale dai pirati infesta-to, tornò a Napoli, e quindi per la