via di Roma si restituì dopo lungaassenza alla patria. Non convieneomettere, che passando per Romarecitava egli in Arcadia la Ora-zione funebre di Luigi XVI; tantopoco pensiero, per cagione della,profonda pace che regnava allorafra essi, si davano gl’ Italiani dellecose politiche.
L’anno 4793, costretto Leopoldoda affari di famiglia a tornarsene aRoma, cominciò allora sua carrierapolitica, con que’ tristi auspicii ondela seguitò sino all’ ultimo. Il ponte-fice desiderava sapere sino a qualpunto fossero i suoi domimi sicuridalla parte del litorale, perchè adogni momento si temevano gli effettidella rivoluzione francese. Il contePietro Gaddi, cugino materno delCicognara, e generale delle armipontifìcie, commetteva all’ingegnereCalindri una carta topografica dellemaremme; ma questo essendo pas-sato a miglior vita, la carta fu com-piuta da esso Cicognara, con peri-colo della vita - , e per esso apparve,che anche da quel lato il patrimoniodi S. Pietro era accessibile ai nemi-ci. Per ristabilir del tutto la propriasalute, passò sul cominciar della sta-te del 4794 ai bagni di Abano, equindi fece alcune scorse a Padova,a Venezia ed a Vicenza; laddove co-nobbe Massimiliana Cislago Vero-nese, sciolta da un matrimonio con-tratto col conte veronese Rotari. - Labellezza e l’ingegno di quella ce-lebre donna presero il Cicognara sìfortemente, che la sposò il 46 otto-bre di quell’anno medesimo. Quellenozze furono accette al padre, il
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quale fece atto degno di sua pietà,e mostrò con questo singolare spre-giudicatezza di costumi e di pensa-re^ ma non furono egualmente gra-dite queste nozze a’ concittadini delCicognara molti de’ quali vagheg-giavano in lui l’idea di collocar de-gnamente le loro figliuole, e la su-prema bellezza e l’ingegno dellaCislago, suscitò palese l’invidia loro:per la qual cosa non parendo a Leo-poldo che la moglie fosse a Ferraraonorata abbastanza, si ritirò con es-sa a Modena, dove fu da que’ citta-dini, massime da quanti conoscevanoper fama l’ingegno e la virtù diambo i consorti, festeggiato ed ono-rato.
Frattanto la rivoluzione francese,rotte le barriere delle Alpi, eracalata in Italia, ed ivi mandava ognicosa a soqquadro. Modena tumul-tuava, il duca era fuggito, il ponte-fice perduto aveva le sue frontiere,Ferrara era in pericolo. Leopoldo,che a Modena era stato indolentespettatore di quelle sovversioni etrambusti, corse alla patria ed al soc-corso del padre, il quale da quegliavvenimenti era stranamente agi-tato. Entrò Leopoldo in Ferrara ilmedesimo giorno in cui doveasipiantare l’albero della libertà, verapianta senza radice, e mancava chiarringasse il popolo per compierequella solennità. Leopoldo vedutodalla canaglia fu levato a braccia eportato sul palco, laddove per ti-more di peggio gli fu gioco forzadire quello che gli si affacciava d’improvviso alla mente. Poi dubitan-do che non gli fosse apposto a de-