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[Volume Nono e volume decimo.]
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litto Io avere dovuto obbedire allanecessità prepotente, se ne stettemolti giorni nascosto nella casa pa-terna. Frattanto Bonaparte improv-visava a Modena una repubblica Ci-salpina, e stabiliva un governo dinotabili con intitolarlo : Giunta didifesa generale, e Cicognara vi ebbeuffizio e titolo di Ispettore generalefino all’ ultimo momento della esi-stenza di quella. A lui furono affidatigli atti di maggior delicatezza e re-sponsabilità, ed egli vi diede saggidi accortezza politica, di rettitudinee di generosità d’animo degna diessere paragonata a’ più belli esem-pi dell’antichità, uno de’quali ri-ferito da uno scrittore è degno diessere qui riportato. — Nella prima-vera del 4797 si tenne in Reggioun altro congresso per creare unaforma di statuto costituzionale. In-sorte alcune differenze, picciolo nu-mero di giovani nobili si trovò unitocon parte del popolo, e cagionò gra-ve turbamento alle operazioni del-l’assemblea. Bonaparte, il quale te-meva i tumulti popolari, e li volevasedali, subito fece arrestare i colpe-voli, e raccoglier la giunta per dareun esempio terribile. La sentenzastava in sua mano, ed egli era cor-rucciato. Si volse alla Giunta e dis-se seccamente: Scrivete. Nessuno simoveva. Cicognara fu astretto amettersi allo scrittoio da un terribileebbene t del generale. Bonapartepasseggiava agitato dettando la sen-tenza, che condannava tre di quegliinfelici ad essere fucilati, e Cico-gnara facendo mostra di scrivere,non segnava parola; i suoi compa-

gni ritti in piedi dietro a lui ciò ve-devano, e tremavano. FinalmenteBonaparte si accosta e dice: Datemila sentenzaj prende la carta, laguarda, aggrotta le cigli a, la lacera,e gettandola sciama: Sono imbecillie non altro , è vero.

Cicognara poi spedito ad Imolaper organizzarvi un governo prov-visorio, dopo la pace di Tolentino, edisporre l’occorrente per il passag-gio dell’esercito, seppe coltivarsi laconfidenza degli abitanti, e poi, co’suoi ufficii verso il generale francesesalvò Faenza dalle depredazioni delgenerale Busca. — L’anno 1797 se-dette nel corpo legislativo di Mila-no, e, ancorché a molti spiacesse,presentò un bilancio ragionato e do-cumentato della sua amministrazio-ne come lspettor della Giunta didifesa, e fu accusato di essere capodi una pretesa setta di unitarii ita-liani.

Del 1798 fu mandato ministro ple-nipotenziario a Torino, dove perFrancia era ministro il celebre Gin-guené, e col quale si legò allorade’ vincoli della più salda amicizia,siccome pure col generale Joubertcapo delle soldatesche francesi, cheoccupavano la cittadella di quella ca-pitale. Cicognara ebbe gran partenell’ abdicazione forzata del re diSardegna, e perchè il fatto non so-lamente fu compiuto colla massimaintegrità da esso Cicognara e daJoubert, ma salvarono eziandio gliaveri della corona dalla rapacitàde’ Commissarii francesi, si invelini-rono maggiormente le accuse diappartenere ainbidue alla setta de-