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[Volume Nono e volume decimo.]
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M

nella non grave età d’anni sessan-totto.

Leopoldo Cicognara vide avvici-narsi l’inevitabile ora della mortecon quel fermo e sereno viso, e conquel cuore più pensoso d’ altri chedi sè stesso, ond’ egli aveva tantevolte sfidata la sventura ed affron-tata la morte medesima. All’an-nunzio che il cuore di Cicognara a-vea cessato di palpitare, tutti i suoiconoscenti ed amici non tennerole lagrime, quando s’intese che ilsuo intelletto era muto per semprea beneficio delle arti, ad onor dallapatria. Otto de’più valenti artisti dell’Accademia si recarono sugli omerila bara, ove rinserravasi la sua spo-glia, tutti i più ragguardevoli citta-dini di Venezia si ragunarono perrendergli gli onori funebri, e nellesale dell’Accademia il cavalier Anto-nio Diedo, che allora era segretarioe preside ad un tempo, raccoltivi imembri che la componevano, doposette giorni, e in quelle pareti doveaveano risuonato gli alti sensi diCicognara, invitavali a meditare lairreparabile perdita.

Leopoldo lasciò un figlio di no-me Francesco, alla patria i suoi au-tografi, alla tomba de’suoi avi leproprie ossa.

Ferrara, intesa l’ultima disposi-zione dell’ egregio suo figlio, depu-tava solennemente alla vedova sua,per attestarle il proprio dolore, ea ricevere i pegni preziosi di cosicaro e benemerito cittadino.

Dalla succinta narrazione della vi-ta e delle opere di quest’uomo, si puòvedere qual egli fosse veramente,

quali fossero le virtù dell' intellettosuo e del suo cuore. Egli era dun-que necessario narrarle per giudi-care rettamente di lui, e la Biografiauniversale francese, la quale moltene ha taciuto, travisate moltissime,e sparsivi entro per giunta de’fattiche non ebbero luogo giammai, èriuscita a stendere sul carattere diquest’ uomo benemerito alle arti ungiudizio, che si può considerare co-me un libello meritevole di punizio-ne al tribunale del pubblico onore,se il pubblico onore avesse un tri-bunale.

F. Zanotto.

ANGELINI (Bernardino). Nacquein Villimpenta terra del Mantova-no, nel dì 24 luglio 4778, da Giam-battista, e Bianca Girelli.

La famiglia Angelini aveva do-micilio in Verona, ma siccome inquel tempo le leggi della Lombar-dia Austriaca obbligavano quelliche possedevano terre nello statoa soggiornarvi una parte dell’an-no, appunto nel periodo di quelsoggiorno nacque Bernardino.

Ebbe la letteraria istituzione par-te in Verona, parte in Mantova, edin quest’ ultima città léce il corsolegale, essendovi studio pubblico al-lora, in appresso cessato.

Debole nella salute, e per con-seguenza forzato a rimanere frale domestiche pareti lunghi trailidi tempo, non è maraviglia chebramasse di allietare la noiosa u-niformità della stanza con lo stu-dio delle lettere amene, lasciandostare quello severissimo delle leggi.