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[Volume Nono e volume decimo.]
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Aon è perciò di’ egli a quando aquando non rivolgesse l’intellettoalle matematiche, alla filosofia, especialmente alla storia naturale,suo caro diletto in appresso. Glifurono famigliavi gl’ idiomi latino,francese, inglese, tedesco e slavo.

Allorché fu messo in corso l’or-dine giudiziario del cessato regimeitalico, Bernardino venne eletto asegretario della regia Procura deldipartimento dell’Adige, ed in que-st’ impiego continuò con somma so-lerzia sinché questi paesi passaronosotto il dominio Austriaco. Nel 4815chiese ed ottenne la libertà da qua-lunque pubblico incarico, perchètrovandosi nubile, e ricco di benidi fortuna, intendeva darsi tutto aquegli studii che amava appassio-natamente, cioè alle scienze natu-rali. Queste non aveva mai abban-donate del tutto, quantunque fossediligentissimo, come si disse, nellaesecuzione de’proprii doveri: per-chè quando gli erano accordati al-cuni giorni di riposo, gli riuscivadi sommo conforto correre i cam-pi ed i monti, in compagnia delbotanico rinomato Ciro Pollini, edi altri naturalisti, raccogliendo estudiando quanto gli si presentavaallo sguardo ne’ tre regni della na-tura: ma precipuamente rivolgen-do l’intendimento alla entomolo-gia. Visitò più volte ed il lago diGarda e le montagne veronesi, equelle del Tirolo.

Più tardi, cioè quando si trovòlibero affatto, saviamente pensan-do, che le cognizioni nella storiadella natura, più presto, e meglio

sà

si acquistano vedendo con gli oc-chi propri!, che per mezzo di quellidegli altri; che più sano consigliosi è leggere nell’originale quel li-bro, anzi che studiarne traduzionile più volte inesatte, od almenointerpolate da opinioni e da siste-mi non giusti, quantunque presen-tati con audacia e gravità : gli piac-que intraprendere più lunghi viag-gi. Quindi percorse l’Istria, laDalmazia e buona parte della Un-gheria. Peregrinò tutta Italia e lemontagne della Svizzera, e vollevedere la Inghilterra. Visitò tuttele istituzioni sì pubbliche come pri-vate erette a prò delle scienze, odelle arti: volle conoscere di per-sona tutti gli uomini dotti che o-noravano le città ov’ei si recava:in appresso, con molti francesi ten-ne continua ed erudita corrispon-denza.

Fu membro della patria Acca-demia , di quella de’ Georgolìli diFirenze, della Gioenia di Catania,di quella de’ Lincei di Roma.

Scrisse molte Memorie le qualitrattano argomenti di storia natu-rale. Alcune ne mandò perle stam-pe ad incitamento degli amici ; lapubblicazione di altre fu ordinatadalla patria accademia, in cui so-stenne con dottrina e zelo più o-norevoli incarichi.

Morì nel giorno 17 febbraio del-lo scorso anno 1844.

Fu di corpo adusto, di staturaelevata, diportamento grave, ma neltempo stesso cortese. La sua con-versazione riusciva piacevole, perchècondita con sali acuti e spiritosi.