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[Volume Nono e volume decimo.]
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lira uso degl' Ignaziani, dopo diarere strettamente provati ed am-messi ai voti semplici i novizif,spiarne lo ingegno esperimentan-doli nello insegnamento della gram-matica e delle belle lettere; perciòtroviamo il Morcelli nel 1760 adArezzo, quindi nel 1762 a Rngusi,e finalmente nel 1705 maestro diKettorica a Fermo.

In questa ultima città cominciala gloria letteraria del Morcelli.Nel 21 agosto 1766 vi tenne unaaccademia come a saggio degli an-nuali studii dei suoi scolari. Eglistesso ne dichiarò l’ordine in unelegantissimo opuscolo latino chestampò col titolo: Agon Firmanus :e vi faceva leggere al giovanettoFilippo Ercolani un suo deitato del-t le lettere e delle arti degli Italia-? ni avanti la fondazione di Roma ,| nel quale, compendiando quanto a-£ Vea scritto il M. Scipione Maffei nel| suo Ragionamento sopra gli Itali| Primitivi, discorre la grandezza deinostri progenitori, la fecondità del—l’Italia, la vetustà della nosLra glo-, ria nelle scienze e nelle arti; e per-j che l’anticliità dei nostri meriti fos-se sprone pei suoi allievi a mante-j nere sempre in fiore gli studii Ita-I liani, animosamente osservava comej a grande vergogna tornerebbe di[ noi se V Italia , già tra le barbare! nazioni coltissima stata essendo ,ora, che non sia mai , in mezzo acolle genti e studiose a poco a po-co incolta e barbara divenisse.

Apparisce dall’ opuscolo latinosopraindicato che il Morcelli davanella scuola di Fermo istruzioni

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De stilo lapidario volere; e l’eru-dito Avvocato Giuseppe Fracassettiavendo, non è guari, rinvenuto iltrattato che egli ne insegnava agliscolari, si affrettò a pubblicare conuna bellissima lettera (4) ad onoredella propria patria, le prime isti-tuzioni dell’ arte epigrafica essersidal Morcelli dettate in Fermo, edessere nata in quella città la pri-missima idea e quasi l’archetipodella grand’ opera che poi lo reseimmortale per tutta Europa. Nèsolamente il Morcelli insegnava aFermo le regole con cui comporre inepigrafia, ma anche vi dettava la-tine iscrizioni, alcune delle quali sipossono leggere nel Giornale Ar-cadico, dicembre 4822 e marzo4823; ed altre inedite furono pocofa mandate alla luce dal dotto Av-vocato Gaetano De-Minicis, il qualenella lettera officiosissima (2) concui le dedicava a M. r C. Emmanue-le Muzzarelli ricorda ancora diver-se iscrizioni del nostro epigrafistascolpite nelle lapidi di Fermo. Que-ste due lettere del Fracassetti e delDe-Minicis, mentre mostrano il loroamore per gli studii e per la loropatria, sono gravissimo argomentodella venerazione acquistatasi dalMorcelli nella città di Fermo.

Nel 4768 il Morcelli ritornava a

( 1 ) 27 mano 1 835. Nel Giornale Arca-dico F. LXIII.

(2) Intorno ad alcune Iscrizioni, e aduna Poesia inedita del Morcelli, lettera al-l’Eccellenza di Monsispior C. EmmanueleMuzzarelli Uditore della Sacra RomanaRota. Roma^ tipografia delle Belle Arti1841.