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[Volume Nono e volume decimo.]
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geniali studii classici specialmentegreci, si consacrò tutto quanto econ un ardore singolare ad istruirela gioventù. Avea chiarezza, faci-lità, concisione di metodo, e con u-na variata e ricca vena di eloquen-za e di erudizione sapea far inna-morare delle bellezze della grecaletteratura gli impressionabili ani-mi della accorrente gioventù. Lasua erudizione era immensa, e me-ravigliosa la sua memoria. Nel 4810l’insegnamento della greca linguavenne a cessare per volere di chiallora imperava , e il Buturini fuinviato alla università di Bolognaa leggervi procedura civile. Nellaquale nuova destinazione egli supe-rò ogni espettazione, mostrandosidottissimo in tutte le legislazioni,ed esplicando la facoltà che dovevainsegnare secondo il verace senso dell’allor vigente codice, e secondo ilvero senso metafisico, dimostrandoognora profonda prudenza nel chia-rire i passi più oscuri di alcune leg-gi. Ma nel 4814 ritornate le pub-bliche cose all’antico loro stato, furivocato alla sua cattedra di linguagreca in Pavia, dove contento pa-rea d’ esservi ritrovandosi ancorafra gli antichi amici e colleghi, elieto fra le dolcezze domestiche dipadre e di marito, egli nutria lu-singa di passare felice le estremegiornate del viver suo. Deh vanee fallaci speranze!

Egli in prima videsi dalla ineso-rabile rapita 1’ unica sua figliuolanel bel fiore della giovinezza sua.Era dessa la sua delizia, la conso-lazione sua, il conforto della sua

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ultima vecchiaia. Oh quanto errachi pone sua speme in cose mortali!Egli rimase come da fulmine colpi-to, e come sgominato della mente,e da quell’ ora fatale in poi la suasalute andò insensibilmente decli-nando sì che ne lo assalì tale unferoce e crudel morbo, che in pic-ciol tempo ne lo spense, il che av-venne nell’ agosto del 4817. Cosimancò alle lettere, alla istruzionepubblica, agli amici, ai colleglliquest’ uomo fornito sopra il volgaruso di parti egregie d’animo nonmen che d’ingegno.

G. CHIAPPA.

CAMPAILLA (Tommaso). Nacquein Modica nel Yaldinoto, diocesi diSiracusa, nel 7 aprile 4668. Uscì dafamiglia nobile, e furono suoi geni-tori Antonio, ed Adriana Giardina.Ne’ primi anni, fosse per debolezzadi temperamento, o per trascura-tezza de’ suoi che soggiornavanoalla campagna, non si sa,-ma que-sto si sa che, datosi di continuoalla caccia, nulla studiò. Del restoera anche d’ingegno tardissimo, erimase quasi ebete insino a’ dodicianni. Allora gli si mosse grandebramosia di sapere: da cui o 'daquale esempio, nè pure si sa : masollecito riguadagnò gli anni per-duti. Caso rarissimo: imperciocchéd’ordinario, l’ozio, anziché scemare,col correre degli anni s’accresce, econ l’indurare de’muscoli s’impietra-no anche le facoltà dell’ intelletto.Di fatti in cortissimo spazio di tempoapprese gli elementi delle lettere.Giunto a’ sedici anni, fu mandato a