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Io dunque ho voluto, per quantoè in me, rivendicare alla memoriadegli uomini il nome e le lodi diquesto nostro illustre concittadino,che onorò mentre visse la semprecelebre e fioritissima Università Ti-cinese, e che le ha lasciato un qual-che retaggio di gloria ; e nel tempoistesso rivocare all’ onore ed allaestimazione della italica gioventù lebelle ed utili lezioni di eloquenza diche ci ha fatto dono rottimo e chia-rissimo uomo A. Teodoro Villa.
G. CHIAPPA.
PUJATI (Giuseppe Antonio). Nac-que nel 1701 in Sacile, terra rag-guardevole del Friuli, ed uscì dafamiglia bene provveduta di benidella fortuna. I suoi, di buon’ oraassai, il mandarono in Venezia af-finchè apprendesse gli elementi del-le lettere nelle scuole che con ono-re vi tenevano i Gesuiti. Fattivi ra-pidi progredimenti, e perciò amatoda’precettori, stette in quell’istitutoin sino alla fine dell’ordinario corsodegli studii. Quindi passò nella Uni-versità di Padova per istudiarvimedicina, all’ esercizio della qualeintendeva applicare. Fra i maestriche trovò nella medesima Univer-sità, ebbe la sorte di assistere allelezioni dei celeberrimi Morgagni,Valiisnieri e Macoppe.
Ottenuta la solita laurea nel1749, fece ritorno in Venezia perfarvi la necessaria pratica, e que-sta eseguì accompagnando il medi-co Doro, allora in buon nome. Oc-cupato di continuo nella cura degliinfermi, nè risparmiando fatiche,
per 1’ amore che portava grandis-simo all’ arte, fu inopinatamente as-salito da grave oftalmia , ribellead ogni rimedio. Gli altri medici,vedendo tornare inutile qualunquefarmaco, come disperato, il consi-gliarono a mutar aria. L’infermoaccettò il consiglio, tanto più vo-lentieri, quanto che allor allora erastato appellato a Curzola in Dal-mazia per esercitarvi la medicina :quindi vi si recò nel 4726. Anziperò di partire da Venezia vollemandare per le stampe alcuni opu-scoli di argomento fisico, fruttodelle sue meditazioni ed osserva-zioni.
In Curzola guarì negli occhi, manon vi soggiornò a lungo, perchètrasferissi dopo poco tempo, in qua-lità di medico pubblico, a Polceni-go nel suo Friuli, poscia in Porde-none ove stette sette anni.
In questo spazio compose e fecestampare in Venezia nel 4737 unasua Decade di osservazione medi-che, che fu applaudita e che il levòin fama.
Feltre desiderò di averlo a medicoprimario, ed ei condiscese. Sosten-ne l’incarico con plauso per dodicianni. Quivi compose e pubblicò nel4747 il suo libro De Morbo Naro-niano , frutto di osservazioni fattein Dalmazia, e nel 4751 le sue Ri-flessioni sul vitto Pitagorico. Que-ste osservazioni sono una confuta-zione dell’ opera del Cocchi Mugel-lano sullo stesso argomento, e vidimostra che il cibo puramente ve-getabile riesce di danno agli uomi-ni. Scrisse queste Riflessioni, per-