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che dei monasteri di sant’Ippolito edi S. Giovanni ; e quelle per ancoradi S. Magiorio, di santa Trinità e diS. Maria. A occasione di una sagrasolenne di sette monache, fatta dalgenerale, il Mittarelli mandò per lestampe, le Blemorie del monasterodella SS. Trinità di Faenza.
Visitando con lo stesso generalei monasteri, non lasciava mai di tra-scrivere dagli archivii le carte anti-che più importanti, talché hen pre-sto n’ ebbe una raccolta pregevole.Allora gli venne pensiero di sten-dere gli annali dell’ordine camaldo-lese, e trovò di tanto più facile laesecuzione del pensiero, in quantoche sapeva che il Calogerà in Ve-nezia, ed il Costadoni in Pisa ave-vano messo insieme molti materialiper lo stesso argomento. Volle però,anzi di risolvere affatto, visitarereremo di Camaldoli, e per questodivisamente chiamò il Costadoni aFaenza onde averlo per compagno.Eseguirono insieme il pellegrinag-gio, e tanto trovarono da poter ba-stare per l’opera divisata. Tenne,del resto, sempre nascosa la idea,sinché ebbe compiuto, che fu nel4750, l’uffizio di cancelliere, e tornòa Murano. Allora scoprì al Costadonila sua intenzione. Questi accolse laofferta di essergli compagno nellafatica con molto gaudio, tanto mag-giormente in quanto che essendoentrambi in età fresca, e robusti delcorpo, potevano sperare di vedercompiuta un’opera lunga e di penosolavoro. Unanimi a principio, esempioassai raro, rimasero unanimi insinoalla fine.
Gli assegnamenti lasciati dal pa-dre a Giambenedetto gli furono dimolto vantaggio, sì per acquistarecopia di libri necessarii,eper le spesedella stampa, come per effettuare unlungo viaggio letterario ad oggettodi visitare monasteri e chiese e let-terati. Il viaggio continuò dalla pri-mavera del 4752 insino all’ invernodel medesimo anno.
Reduci a Murano, posero mano alprimo volume dell'opera, che fucompiuto e stampato nel 4755. Inseguito uscirono gli altri regolar-mente. 11 nono, eh’è l’ultimo, nel1773.
In questi annali, il Mittarelli nonvolle attenersi solamente a quantorisguarda la semplice storia dellasua congregazione, ma gli piacqueaggiungere tutto che poteva contri-buire a illustrazione della storia sìecclesiastica come civile di altre re-golari congregazioni : laonde riuscìopera di universale giovamento.Nelle Effemeridi letterarie di Romafu scritto, che « questi annali con-» tengono un tesoro d’immensa eru-55 dizione monastica, di antichi do-55 cumenti inediti, e di mille altre55 preziose notizie atte ad apportare55 nuovi lumi alla sagra disciplina,55 alla corografia d’Italia, alla facoltà55 diplomatica.» e che l’ope-
ra, « apre il campo all’emenda e55 supplemento delle storie più fa-55 mose presentateci dal Baronio ,5 s dal Mabìllon, da’Bollandisti, dal-55 l’Ughelli, dal Muratori e da al-
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Tosto che il libro fu pubblicato,tutti i giornali sì d’Italia che stra-