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[Volume Nono e volume decimo.]
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poli per aprire gli occhi e vedernela luce.

Appena fu conosciuta l’opera deiNuovi Generi del Michieli, che do-vunque risuonavano plausi, e conl’autore strinsero amicizia ed ebbe-ro corrispondenza continua uominidi nome europeo. Il Boerhaave,principe dei medici del suo tempo,in una orazione detta in pubblicoe stampata, scrisse queste memo-rande parole: « mortalium omnium,» in pervestigandis stirpibus, saga-» cissimus p. Antonius Michelius, in» quo uno illustrerà Fabium Co-» lumnam, nobilem, Cortusum, a-» cutissimum Anguillaram renatos,» sibi jure Italia gloriatur. » DelLinneo, non troppo facile, fu familia-rissimo; anzi lo Svedese tanta esti-inazione ebbe di lui, che frequente-mente il richiedeva di consigli.

Lo Sherard, fermatosi lungamen-te a Smirne, scriveva sempre al Mi-chieli, e gli mandava piante da no-minare. Lo Sherard medesimo, cheoltre ogni credere l’amava, anziil venerava, una volta ebbe a dire aCosimo terzo, che conoscendo tuttii botanici viventi a’suoi dì, a tuttianteponeva il Michieli. Commossodalle lodi che si tributavano all’ o-pera de’ Nuovi Generi, e dalle pa-role dello Sherard, il gran duca gliaumentò lo stipendio.

Quantunque il Michieli avesse fat-ta sua prima cura la botanica, vol-le nondimeno addentrare anche nel-le altre parti della Storia naturale.Nella fisica si erudì, non per mezzodi libri, ma per quello della conver-sazione giornaliera con nomini som-Vol. X.

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mi, da’quali appena intesa una dot-trina, con rapidità incredibile dellamente non solo la comprendeva, maeziandio la riteneva tenacissimo.

Egli fu il primo in Italia che ten-tasse di spiegare alcuni fatti geolo-gici per mezzo del vulcanismo: equesto avvenne in un suo viaggio aRadicofani, pubblicato dal Targioninel tomo sesto de’ Piaggi per laToscana della prima edizione, enel nono nella seconda edizione.Dalle osservazioni acute fatte dalMichieli si conosce quanto il suoingegno fosse pronto e felice intutto che alla storia naturale sipertiene: talché le sue considera-zioni sopra i testacei fossili, i pe-sci ed i serpenti, danno a vedereche in ciascun ramo della scienzaavrebbe potuto riuscire a gran fa-ma, ed a positiva utilità. Racco-gliendo assiduamente ogni oggettoche sembrasse degno di considera-zione, accumulò nella sua casa unacollezione ingente con cui inten-deva illustrare la storia naturaledella Toscana.

Era immenso 1’ amore che por-tava alla sua patria, talché invitatoaltrove con adescamenti di onori egrosso stipendio, rifiutò sempre: edappunto per questo amore, e per-chè conosceva da se solo non po-ter tutto, gli venne in pensiero diistituire un’Accademia botanica :pensiero che a principio potevasembrare ardito, ma che nondime-no sortì buon line.

Questa società ebbe suo nasci-mento nel 4716, ed egli andava dicontinuo istigando i giovani noti

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