458
perchè oltre all’ esservi insigni mo-numenti di antichità e bibliotechecopiosissime, sperava trovarvi an-che qualche mecenate a’ suoi stu-dii. Vi si recò nel 1687, e di subitoportossi a visitare il cardinale diColloredo, Friulano, allora in famadi dottrina e santità di costumi, le-gato in amicizia con la famiglia delTorre. Questi accolse Filippo congrande benevolenza, e gli procuròstanza comoda presso i Filippinia S. Gio. de’Fiorentini, e’1 volleraccomandato al celebre monsigno-re Ciampini, che aveva aperta unaaccademia di fisica sperimentale, incui ben presto ebbe agio di far co-noscere si il proprio sapere, comedi vantaggiarsi con quello di al-trui.
Nello stesso tempo, al Colloredopiacque che Filippo frequentasseanche altre accademie e dotte adu-nanze, nelle quali si teneva propo-sito specialmente di storia ecclesia-stica, di liturgia e di diritto cano-nico. Onde comparirvi in buonoaspetto, ei si mise ad uno studio in-defesso principalmente di quest’ul-timo, e vi fece sì rapido progredi-mento, che i discorsi che lesse fu-rono applauditi, e poco stante fuaccolto siccome socio nel collegiode propaganda. Quivi ebbe occa-sione di trattare con uomini di pri-mo ordine, che gli divennero amici.
Dopo tre anni di soggiorno inRoma, cioè nel 4690, AlessandroVili, avendo data al cardinale Im-periali la legazione di Ferrara, que-sti ebbe bisogno di uomo dotto edintegerrimo per suo auditore. Quin-
di scelse per tale Incarico Filippo,conoscendo in lui tutte le qualitàche si potevano desiderare. Reca-tosi dunque in Ferrara, vi dimostròzelo, dottrina ed integrità, e vi ri-mase sei anni. Tornato in Roma,continuò nello stesso offizio pressoP Imperiali.
Clemente X, volendo regolare ilCalendario in riguardo ad alcuneincertezze per lo stabilimento dellaPasqua, elesse una commissione dicui fu segretario il celebre Bianchi-ni, ed uno dei membri il nostro delTorre. Ma, nel 4701, appena inco-minciate le sessioni, essendo mortoil Labia, vescovo di Adria, nellostesso anno il papa nominò Filippoa quella chiesa. Per lo innanzi ave-va avuto in pensiero di mandarloalla China, poscia nunzio a Pietro ilgrande in Moscovia, se non che dal-l’uno e dall’altro divisamento erasitrattenuto per non mettere a mani-festo pericolo la salute di Filippo,già sempre mal ferma per naturalegracilità, e più anche guasta da lun-go studio ed ostinato.
Quantunque dolentissimo di ab-bandonar Roma, gli amici che viaveva, e le letterarie adunanze cheamava assai, nondimeno obbedì, eda’26 del giugno, nel medesimo 4704,fece l’ingresso solenne nella suadiocesi, ove fu accolto con sommaallegrezza, sì per la fama della suadottrina, come per quella delle suemorali virtù.
Prima cura del nuovo vescovofu quella, che il gregge s’istruissenelle cose di religione, avendonetrovato di alquanto raffreddati gli