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prie fatiche decorava cotanto. Neisei anni che visse lunge da Pisatenne le sue veci Carlo Antonioli,amicissimo di Edoardo, dottissimonella greca letteratura, e in moltescientifiche indagini liberale soc-corritore al collega suo. Codestiultimi periodi accennano due gran-di elogi, al principe della Toscanail primo, all’ Antonioli il secondo :quegli dà nel generoso atto irre-fragabile prova della stima in cheteneva il sapere ed i suoi più eletticultori; questi ne si offre ad esem-pio delfaiuto che prestar si devonoscambievolmente gli amici. Dallapassata agitazione ricompostosi E-doardo nella tranquillità degli stu-dii, e salutato con amoroso trionfodagli amici -e da’ suoi discepoli, sivolse interamente a compiere alcu-ni intromessi lavori, e tra questi laSerie de 3 prefetti di Roma dallafondazione della città fino all 3 an-no 1353, cioè fino al seicento dopola nascita di Cristo. AH’ uscire diquest’opera, daddovero pregevolis-sima, si accinsero a calunniarla pa-recchi vanitosi, che « a bocca aper-ta si misero a gridare essere im-meritevole d’ ogni estimazione peralcuni errori inavvertiti od ommis-sioni lievissime. » Alle ingiuste cri-tiche rispose il Marini con quelladissertazione che porta a titolo: Di-fesa per la serie de 3 prefetti di Ro-ma del eh. p. Corsini contro lacensura fattale nelle osservazionisul giornale Pisano. I critici tut-tavia non tacquero, ma l’opera delCorsini a loro dispetto fu tenutain grandissimo conto dagli eruditi)
e rimane coni’ uno de’ più illustrimonumenti di quel dotto e pazien-tissimo ingegno. Lo abbattere ifatti è vano, presentano un muroinsuperabile, e gli strali lanciaticontro o si spezzano o ripiombanosovr’ essi che li lanciarono. Di que-st’ epoca ad istanza di nazionali estranieri Edoardo si pose alla il-lustrazione di medaglie ed antichimonumenti, e ridusse a terminequalche altro scritto di minoreimportanza. L’ argomento però aquale avrebbe allora consecratomaggior tempo e sollecitudine es-ser doveva la storia della Universi-tà di Pisa, opera a cui si accinse,come fu creato istoriografo dellastessa, per cui raccolto aveva in-numerevoli documenti, in gran par-te ordinati e composto anche il pri-mo volume, ove dell’ origine delleUniversità italiane e di quella diPisa massimamente discorre. Code-ste fatiche del Corsini valsero ap-presso agli aunali che dell’antico edillustre istituto Pisano dettò il Fa-broni, il quale non pertanto del suopredecessore affermava a questoriguardo, che « leggendo gli scrittipareagli che dall’ autore si potesseattendere maggior abbondanza dicose ed una maniera di scrivere piùadatta e concisa. Ilavvi difatto, con-chiude il Fabro ni stesso, in tuttigli scritti del Corsini un certo lus-sureggiare che al dire dei rusticidovrebbe esser pasciuto ; vizio, secondauuevole sempre, in ispecialguisa nelle storie, in che riehiedesiuna pura e lucida brevità. » Il Cor-sini, mal accorgendosi della vec-