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[Volume Nono e volume decimo.]
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siderio del re, alla Interpretazionedelle tavole Eracliesi ; egli non pote-va, come pure avrebbe bramato,adempiere agli eccitamenti di en-trambi. Si accordarono adunqueche frattanto il Mazzocchi pe’ seimesi che rimandano del Calendariodettasse almeno una dissertazioneintorno a’ santi vescovi della Chiesanapolitana i cui nomi illustri persantità descritti erano nel Calen-dario, quantunque allora non go-dessero pubblicamente del primieroIor culto. La dissertazione fu scrittae del 4753 stampata pur anco; edappagati per simil guisa i comandidell’ arcivescovo, tutto si volse a’desiderii del re ed imprese a sten-dere il commentario sopra le tavoleEracliesi, delle quali scriveva : Chese gli fosse toccato di doverneleillustrare sul fiore dell’età sua ,avrebbe di buon animo ommessotutti altri studii per consecrarsia quello unicamente. Tuttavia par-ve in faccia di quell’opera fatico-sissima ringiovanisse, e ridotta chel’ebbe a compimento, diceva dimeravigliarsi egli medesimo perchènon era venuto meno sotto il gra-vissimo incarico, oppresso dallavecchiaia, ed infermo della salute.Nulla dirò del pregio singolare dicodest* opera e de’ servigi per essaprestali alla storia, alla lingua edalla giurisprudenza ; dirò solo chepresentandosi al re per offrirgli quelsuo pubblicato lavoro, sorsero tuttiche usavano dimesticamente col ree si trovarono allora per applau-dire all’eruditissimo ed infaticabileveglio, dargli con quell’ atto provaVol. X.

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di loro stima, ed accrescere lenaalle sue membra affievolite. Brama-vano che per lui vedessero la pub-blica luce forniti delle opportunespiegazioni e di commenti i papirie gli altri volumi che si rinvenneronegli scavi d’Ercolano. Volea purservire al voto del re e de’ suoiministri ed aveva seco stesso ar-chitettato una collezione che por-tasse in fronte : Herculanensis Bi-bliothecae spalla. Non valsero albuon volere le forze, e si opposeroinsieme le difficoltà somme che siscontrarono nello svolgimento dique’ papiri (1) raggrommati e ri-dotti ad una vitrea fragilità*, quindi,tranne un lungo squarcio greco,cuipotè trascrivere ed interpretare puranco rischiarandolo di una dottadissertazione, lasciò il resto alle di-ligenti sollecitudini ed alle indaginidei posteri. Il re desideroso di mo-strare con qualche segno come te-nesse in pregio le illustri fatichedel grand’ uomo, lo ricambiò del-l’annua pensione di trecento ducati.Il buon vecchio supplicò il re djchiamare a parte di quel favoreNicolò Ignarra, giovane di moltoingegno e delle più belle speranze

(i) Oggidì il macchinismo allo svolgi-mento di que’ cinerei o vitrei papiri è fa-cilissimo. Un semplice telaio, una sottilmembrana ( il battiloro), una gomma chediligentemente distendevi sul papiro, eccoil poco che servir doveva assai meglio deipreparati dei chimici più illustri che ot-tennero il logoramento e la perdita di moltiscritti. Essi di presente sono bene affidatial sapere ed alle cure del cav. Bianco, a cuiaccenno per la molta riconoscenza che glidevo.

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