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eh’ eragli stato soccorritore e com-pagno in quegli ultimi anni de’pro-prii studii. Il re, commosso alla ge-nerosità del Mazzocchi, propose un’egual pensione all’ Ignarra lascian-do intatta la sua. Così un perso-naggio illustre può raccomandare,ove non invidii, la virtù e il cre-scente ingegno che ben lo meriti^ed un principe generoso protegge-re. Il Mazzocchi andò lietissimo diquella regale munificenza, e solevadi spesso e co’ suoi discepoli e cogliamici a dimostrazione di gratitudinericordarla. Dopo ciò affermandoche abbastanza vissuto aveva aglistudii, volea riposarsi dell’ animo edel corpo e raccogliersi tutto nedpensiero del gran fine che appros-simavasi; se non che a turbarlo dasi fatto divisamente vennero alcunecritiche acerbissime contro a ciòeh’ egli scritto aveva intorno agliatti, che dal luogo ov’ esiste il codi-ce, appellaronsi Bolognesi, del santomartire Gennaro. Non tanto in suadifesa quanto per mantenere intattala gloria del venerato proteggitor edella sua patria, si mise a ribatterevittoriosamente le opposizioni delsuo avversario lo Stiltingli ; delquale tuttavia non volle leggere illibro, ma sì averne il sunto dagliamici, per timore che il modo inur-bano della critica noi traesse anchesuo malgrado a rispondere acerba-mente. Alcuni altri scritti dappoi, sestimabili, pure di minor conto, die-de in luce il Mazzocchi, che doposì lunga abitudine mal poteva man-tenere il divisamente di raccoglier-si ali’ intutto dagli studii suoi pre-
diletti ed abbandonarli. Pervenutoera all’ anno 74 dell’età sua, quan-do colto per tre giorni continui dafierissimo singhiozzo, corse pericolodella vita. Si riebbe delle membradestinate a servigio e conservazio-ne della vita fisica, non già degliorgani che obbediscono agl’impul-si dello spirito intelligente clie ligoverna e per essi riceve le pro-prie modificazioni e le trasmette.Era spettacolo commoventissimovedere quel rispettabile veglio che,perduta interamente la memoria ein gran parte l’uso della ragione,trascinava miseramente gli ultimigiorni del viver suo. Se un articolobiografico che ornai soverchia inlunghezza non mi vietasse di porrea parte a parte sott’occhio la con-dizione infelice dell’ uomo illustre,vorrei accingermi all’ uopo e forsedescriverla fino alle lagrime. Per seianni durò, tranne un qualche brevelucido intervallo, in sì deplorabilestato, quando l’affievolimento delleginocchia, l’abborrimento de’ cibi eduna comparsa cancrena annuncia-rono l’appressarsi della sua morteche avvenne a’ 12 settembre del4771. Alcun giorno prima lo spiritoriguadagnato aveva il perfetto usodella ragione, ed a Nicolò Ignarraed a Filippo Mazzocchi, che lagri-mosi gli stavano dappresso, si volsedicendo: Non istate a temere percamion mia: quel Dio che mi creòmi soccorrerà anco nella mia di-partita: indi prescrisse che ne’ re-gistri della chiesa napoletana di luisi dicesse soltanto : Alessio Simma-co Mazzocchi è morto. Dopo di ave-