re spiccatamente percorso la vitaletteraria del Mazzocchi, sarebbepur di mestieri che toccassimo piùdappresso le sue morali virtù: lofarò accennando. Somma era la suapietà verso Dio, e ne sìa prova « la» consuetudine che fino all’ultima» decrepitezza ritenne di consecrare» ciascun giorno più ore alla pre-» ghiera, nè certo vi fu alcun altro55 più di lui diligente nello adempie-55 re a'doveri del sacerdote; » ed an-che nelle aberrazioni della sua men-te runico mezzo di richiamamelo acompiere ciò che pur si voleva erad’imporglielo come religioso dove-re. Dell’illibatezza de’ suoi costumisi scrisse che negli anni ultimi dellasua vita eragii di gran sollievo ilpensare « all’età severamente tras-55 corsa non solo infrenando tutte5) ree cupidigie, ma sì tenendosi lon-55 tanissimo anche da ciò che gli uo-55 mini onesti facilmente permettonoss a se medesimi. 55 Del basso senti-re che aveva di se medesimo sonprova le iterate rinuneie agli onoriper altri più vagheggiati di cui par-lammo, e inoltre ciò che avvenne dilui col cardinale Quirini. Come sep-pe che proposto lo aveva a Bene-detto XIV perchè lo ascrivesse alcollegio cardinalizio, troncò ognirelazione di lettere, quantunque pri-ma usasse di molta dimestichezzacon esso, lo che spiacque moltissimoal Quirini che amava il Mazzocchi evaleasi non di rado nelle erudite ri-cerche dell’opera sua. Pronunciavagiudicii austerissimi contro se stes-so, e benché non perdesse nè ancoun briciolo di tempo, nè rallentas-
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se mai dallo studio, pure confes-sava di spesso di non saper nulla, edi essersi occupato interamente anon far nulla. Quanto poi era diffi-cile ad accogliere le sue lodi, al-trettanto era di lodi liberalissimocogli altri, per cui valendo moltoi suoi elogi, per la conosciuta sa-pienza e lealtà dell’animo, appres-so i più autorevoli personaggi, cosìpotè giovare a parecchi: quantun-que dal giovare tal fiata gliene tor-nasse il rammarico maggiore chequello si è dell’ingratitudine. Mise-rabili quegli uomini che hanno perpeso insopportabile la riconoscen-za ! Ebbe quindi da soffrire assai,quantunque con incredibile mode-razione di animo e pazienza cer-casse di allenire e condurre a mi-gliori consigli coloro che, giusta ilsuo dire, imbizzarrivano giovanil-mente. Vi fu non pertanto un’epo-ca nella quale usò acerbamentedella critica contro del Sabbatiniil quale in modo non il più cor-tese censurato aveva uno scrittodi Alessio. Il libro portava a tito-lo : In causa Hilari fide consli-tuti aclorum recensio, e stampossidel 4745 sotto il nome di FilippoMazzocchi suo nipote, perchè va-lendosi di quel nome voleva più li-beramente ferire. Ma di quel librosen dolse, e dappoi qualunque esem-plare gli cadesse sottocchio, e nemuoveva continuamente in traccia,comperavalo ad ogni prezzo perdarlo alle fiamme. Così il fatto, ehevarrebbe ad accusa, si converte adelogio, e mostra che la modera-zione dell’animo nel Mazzocchi non