dava il proprio nome all’ordine de’Teatini, ed informavasi in Veneziasotto la scorta di Camillo Duran-te alla disciplina dell’ordine stesso,profittando insieme di quel tempoa perfezionarsi nello studio della fi-losofia e delle lettere. Il Duran-te ed il p. Gaetano Travasa, scor-gendo nel giovane le migliori at-titudini, lo persuadevano a consa-crarsi all’eloquenza del pergamo,in che gli presagivano una carrie-ra assai luminosa. INella sua dimo-ra in Bologna, ove si legò di ami-cizia co’Manfredi, i Zanotti, ilBec-eari ed altri chiarissimi che di queltempo decoravano quell’ antica edinsigne università, crebbe di fervo-re nello apprendere ogni manieradi scienze utili, confortato a ciòdallo sprone di quegli eminenti per-sonaggi , nè trascurando poi diprovvedersi di quelle conoscenzeche nell’oratoria sacra avrebberopotuto giovamelo appresso. A granpena si tolse di Bologna a cui co-desti vincoli soavissimi lo strigne-vano per portarsi a Genova chia- •mato dalla voce de’suoi superioriad imprendere lo studio delle teo-logiche discipline; nelle quali ebbea maestro s. T ommaso, poiché dalui prendevano i concetti e le pa-role gl’ institutori suoi. Nè certa-mente siffatto maestro era minoreallo svegliatissimo ingegno del suodiscepolo. Tuttavia mi credo che ilPaciaudi non assumesse l’abitudinedi giurare ciecamente nelle dottri-ne altrui, sibbene, usando di quel-la saggia moderazione che, se tututti, massime negli studii teologiciVoi.. X.
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sì richiede, volesse scrutare e per-suadersi colle proprie meditazioninegli altissimi pensieri dell’Aquina-te ; di cui grandemente innamora-tosi, come più valeva a stenderedietro a’ sublimi voli di lui le alidel proprio intelletto, a disfogarecodesto amore recitava l’elogio delgran Maestro in una delle solennitornate dell’ Accademia Ligustica.I meritati applausi gli valsero lacattedra di filosofia a cui venne as-sunto dell’età di ventinove anni.Dico che gli applausi gii valsero lacattedra, poiché negli ordini rego-lari più celebri nello insegnamen-to, il magistero comunemente pre-ceduto era dalia pubblica approva-zione della persona che lo assume-va : nè in ciò s’ingannavano, perquantunque sia pur vero che gliordini stessi non mancassero di mil-le mezzi per procurare alla per-sona designata nella pubblica pro-va il trionfo. Nè è però da direche fosse mendicato il trionfo delPaciaudi, era giusto, spontaneo,universale, era la mercede piùcara al molto ingegno ed agli in-defessi suoi studii. Di discepolodivenuto precettore, entrò alloracon altri parecchi a segnare un’e-poca novella nelle filosofiche scuo-le, mentre, abbandonati gli anti-chi metodi e la soggezione ad unnome, sottrasse il pensiero de’suoialunni dagli avviluppi aristotelici, etenne dietro alla via segnata dalgrande Galileo e da Newton, non atale però che non dissentisse ancodagl’ insegnamenti di quegli illustriove gl’ insegnamenti ai fatti ed alle