Band 
[Volume Nono e volume decimo.]
Seite
202
JPEG-Download
 

ulteriori scoperte contraddicessero ;lo che fece palese in una lettera in-diritta a Bartolomeo Beccari, e chepoi corse celebratissima per le stam-pe e per le mani di tutti. Dobbiamoinoltre avvertire che i filosofici det-tati del Paciaudi pari alla scelta de’concetti quella vantavano delle pa-role, cosa, perchè rara in ispecialguisa a que’ dì, tanto più degnadi osservazione ; ed avessero purvoluto migliori destini che gli uo-mini intesi alle indagini filosofichesi fossero mostrati solleciti della pa-rola e dello stile ed imitato avesse-ro il Galileo, la sua scuola, gli ono-ratissimi del Cimento e parecchialtri, chè non lamenteremmo le piùacute e mirabili dottrine impediteda barbaro linguaggio, e non po-che opere ragguardevoli poste inabbandono. La lingua raccomandasempre il pensiero, e come vale arappresentarlo nella sua interezza,così vale pur anco a serbamelo invita più lungamente; nè mancava ilPaciaudi a codesto importantissimoargomento, e lo provano le tesjproposte alle pubbliche discussionie tutti que’ suoi scritti filosofici checi rimangono. Frattanto gli amicied altri autorevoli personaggi noncessavano di chiamarlo con semprenuovi eccitamenti a dedicarsi allasacra eloquenza: vi accondiscese, eper ben dieci anni sostenne queldifficile ministero percorrendo lepiù cospicue città d’Italia. Il Fabro-ni coetaneo ed imparziale com’eraemise a questo riguardo il suo ri-spettato giudicio ed è il seguente:« Non solo, serio’egli , per l’abbon-

« devole sapienza del perorare, ma» per la voce ancora, la forma e il» portamento della persona e gli al-» tri pregi tutti er’egli a codest’uf-59 fido opportunissimo. Con un di-55 scorso celere e concitato, proprio55 del suo ingegno, e con parole fer-55 vide e forse un po’ troppo rigo-55 gliose, proprie dell’età sua, pro-55 cacciavasi la comune ammirazio-55 ne, per quantunque in ciò stesso,ss onde cogliere e lo allettamento ed55 i plausi altrui, sembrava che talss fiata più di quello che fosse d’uopo55 si arrendesse alle pretensioni di» alcuni ; poiché in tutte cose, anco55 ne’ medesimi adornamenti, dob-55 biamo stare sopra di noi per nonss meritarci 1 ’ accusa di che Apelle55 riprendeva i pittori, dicendo che95 non s’accorgevano di ciò ch’era55 soverchio. Le sue ricerche peròss non erano meno diligenti nella59 scelta de’ più adatti concetti, edss essendo poi questa la base, come55 d’ogni altro studio, così della elo-55 quenza, arricchiva i suoi discorsi55 degli aiuti che gli si offrissero dal-55 le discipline più severe, e piacevass grandemente allora che traeva e-55 sempi da’ libri santi, che racco-59 glieYa precetti non solo da essi,99 ma pur anco da’ filosofici riposti-59 gli, che voleva penetrare negli a-59 nimi degli uditori, e piegarli, e59 commuoverli, e trarneli ovunquess volesse. 95 Le corone gli sareb-bero cresciute cogli anni : se nonche la salute che scapitava gl’ini-pose di cessare dal faticoso mini-stero. Lasciò tuttavia non dubbietestimonianze de! valor suo in na-