» ma, se il mio merita tal nome,» ch’è giunto al fine dell’undeeimos> penultimo libro. Se Dio mi done-» rà vita e salute, potrò sperare di» terminarlo in un altro anno, ma» me ne abbisogneranno più di quat-» tro per assestarlo e perfezionarlo» prò viribus, che abbastanza non» mi riuscirà mai. Lusinghe non55 mancano, ma io cerco critica, non« lisciature. Nel tempo Che lascierò» dormir il poema, disimparandolo» mio, per esaminarlo senza passio-55 ne come forestiero, porrò all’ or-» dine gli epigrammi per la stam-» pa, che sono arrivati oltre a due» mille, e saranno troppi se ne sce-» glierò 4200 per ripartirli in 42r libri. Avrei fatto meglio a pian-si gere i miei peccati, perchè orass dovrò farlo e per quelli e per» questi, se ben mi rimane un con-» forto, ch’è esser il poema più sa-» ero che profano, e che gli epi->5 grammi avranno bensì i difetti55 dell’arte e della vanità, ma non55 quelli della impudenza e satira55 maligna. 55 Frattanto raccoglieva-si il Coppellaci di Roma a Venezia ;ed ora in questa città, ora in Pado-va, ora nel soggiorno di Barbarano,arcipretura che sortito aveva sindal d674, ora in Belluno sua patriapassava i di, confortandoli de’suoiprediletti studi poetici, sicché daval’ultima pulitura alla Cristineide, esotto il titolo di Christina lustratadel 4700 aflìdavala alla stampa. Ilpontefice Innocenzo XII ne accet-tava la dedica ; se non che mentreusciva il poema da’torchi, la vitadel vecchio pontefice si spegneva.
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Fu questa certamente sventura as-sai grave pel Cappellari, il qualenon pertanto, apponendo quasi ap-pendice all’opera un carme cui in-titolava Somnium Paracletum, u-miliavalo a Clemente XI che gene-rosamente ricambiava l'autore del-la pensione di trecento scudi, cu-mulandomi la grazia, soggiunge ilCappellari stesso, con espressioniche prevalgono alla stessa , e mo-strando desiderio che io sia. ..piùda vicino , a che mi si oppongonola età e la poca salute. Al venirein luce di quel poema molti furonogli elogi de’ letterati italiani nonsolo, ma degli stranieri pur anco ;nè è da tacere delle somme lodiche gli tributò l’Università di Li-psia, e tornarono graditissime alCappellari, il quale vide chiudersi inpace ed onorati i giorni della suavita. Sin dal 4744 dilungato erasida Venezia ritirandosi nella quietedi un suo ameno podere, a pochemiglia da Belluno, che appellasi Coldel Fino, ed ivi contento dell’ami-cizia di alcuni privilegiati, in ispe-cial guisa di quella dell’Orzesio edel Persecini, andava preparandosial dì ultimo della vita, che soprav-venne il 49 febbraio del 4747 e Iocolse che varcato aveva l’età di 87anni. Venne sepolto nella tombache qualche tempo innanzi nell’ora-torio di quella sua villeggiaturapreparato aveva alle mortali suespoglie. Fu x si scrisse, in grandestima appresso de’ grandi , in ve-nerazione appresso de’ dotti ....nè la città di Belluno dopo ilPierio aveva avuto un più celebre