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[Volume Nono e volume decimo.]
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ingegno. La sua maniera di scrive-re è disinvolta, facile, e qua e là ri-corrono squarci elegantissimi; nul-lameno in generale lo stile è unpo’ largo e prolisso, vizio del seco-lo, a cui forse il Cappellari piegòmeno degli altri. L’immaginazioneè feconda, il concetto chiaro e vi-vace al par dell’indole sua ; dotiche senza più gli devono assicura-re un posto onorevole fra gl’ italia-ni poeti che vestirono della linguadel Lazio i propri pensieri. I con-temporanei lo celebrarono ne’loroscritti, e sopra tutti Pietro Silio delFriuli, canonico prima di Bresciapoi di Aquileia; fra’moderni che neporgesse alcuni cenni interessantiintorno alla vita del Cappellari fuil chiariss. arciprete Della Lucianelle note apposte ad un Cantointorno alla Scienza , che del -1837dava alle stampe in Belluno ; cen-ni di cui mi valsi nel tessere il pre-sente articolo biografico. Del Cap-pellari parlava pure non ha moltoil Pagani nel suo catalogo degliscrittori bellunesi.

Opere edite.

1. Christina lustrata. Veneziapel Potetti 1700 in l.to.

2. In nuptiis Principino Stanis-lai Lubomirski. Venezia pel Bruni1667 in I to.

3. Declamationes dime : an Ve-netis bellum in Turcas suseipereexpediret. Roma pel Bussoto 1681.

1. In nuptiis Leopoldi I Imper. etClaudiae Felicis Epital arnium.

5. Naufragium Felix. Venezia1668.

6. Rns Urbanum.

7. Antenoris Vindicine. Padova.

8. Suorum Garminum vindica-tio. Venezia per Gabr. Hertz 1671.

9. Poematum Tom. I in quo E-pigrammata. Pars prior 1697 in 8".

10. Poematum Tom. II Silvaruinet Epigrammatum Pars posterior.1702.

AB. IACOPO DOTT. BERNARDI.

BERGANTINl (Gio. Pietro) na-cque nel 1683 in Venezia, da cuipartitosi giovinetto fu a Bologna oveattese con molto frutto agli stu-dii sotto la disciplina de’ Gesuiti, etornatosi in putria diede opera talealle leggi civili e canoniche che nel1706 ne otteneva laurea. Le brighedel foro ch’ei tolse allora a frequen-tare lo disgustarono siffattamente,che sentendosi chiamato da Dio avita religiosa, prese l’abito de’Tea-tini, facendo professione nel 1711.Dedicatosi alla predicazione scorsecon frutto e plauso molte città ita-liane, finché il generale del suo or-dine non l’ebbe chiamato a Romafacendolo suo segretario.

Sciolto da quest’incarico rivede-va Venezia nel 1726, ed ivi s’im-mergea tutto nello studio degli an-tichi e moderni scrittori pubblican-do per le stampe, tradotti in versovolgare, il Falconiere di JacopoAugusto Tuano, e VUccellatura avischio di Pietro Bargeo; ed ap-presso i quattro libri della Posses-sione di Campagna del p. JacopoVeniero, e per tacere d’altre ver-sioni somiglianti ricorderò quelladell’ Anlilucrezio del card. Mel-chiorre di Polignac, lavoro che non