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[Volume Nono e volume decimo.]
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impiego. Effettualmente nel 4690,egli tosto fu eletto in suo luogo aconcordi suffragi degli Ammini-stratori della cosa ecclesiastica. Masoli 6 anni occupò questa carica(4696) perchè fu proclamato mae-stro alla collegiata di s. Petronioove per le opere di pregio che viprodusse molte testimonianze ebbedi comune stima e di parziale os-servanza. La sua amorevolezza, lasua umiltà obbligava gli animidelle persone a corrisponderlo dipari affetto, di cortesia pari, e ilsuo merito grande gli procacciavala pubblica estimazione. Colla suamusica veramente ragionata hagiovato il Perti all’ avanzamentodella bell’ arte. Vero è che a queitempi non aggiunse a quella ec-cellenza alla quale fu portata insulla fine del secolo XVIII, epocaveramente d’oro in cui risuonaronoi templi sacri delle melodie del Fio-roni, del Salutini,del Mei, dei Valot-ti, e in cui furono arricchite le italichescenedi infinite dilettevoli produzio-ni da un Paesiello, da un Cimar osa,da un Guglielmi ; ma l’arte non a-vrebbe progredito sì rapidamente segli antichi nostri sapienti non neavessero segnato il cammino. E piùfacile il continuare l’innalzamentodi una mole e perfezionarla an-cora, di quello che 1’ inventarne Parchitettura, e mettervi primierola mano. Molto è dovuto agli an-tichi. Lode quindi a Guido Areti-no che nel secolo XI raccolse iprecetti e introdusse altri metodida quelli che erano adottati dopoi tempi di Gregorio Magno, epoca

del nascimento in Italia dell’artemusicale. Lode a que’prodi chedopo le barbariche guerre che con-turbarono le nostre contrade fece-ro ricomparire nel secolo XVI imelodiosi concenti nel bel paeseitaliano rivestiti di forme più va-ghe. Lode al Petrucci che inventòi tipi delle musicali note, a Costan.zo Porta, al Monteverde, al Pale-slrini per le stabilite regole dellamodulazione, ai ritrovatori di nuovistrumenti, al Peri per la decla-mazione, a Zarlino da Chioggiaed a Vincenzo Galilei, padre delcelebre matematico, che contribui-rono ai maggiori progressi del-l’arte. Nè frauderò della dovutacommendazione que’ valorosi chearricchirono il contrappunto d’ in-gegnosi artificii, e l’armonia ador-narono di pregi maggiori. E fraquesti valorosi appunto è annove-rato il nostro Perti, onore dellaBolognese scuola, il quale dopoAndrea Rota, dopo Giovanni Gia-cobbi, dopo Giampaolo Colonnaantecessori suoi, è meritamente ri-conosciuto per capo di quella chia-rissima scuola a J suni tempi, e peruno de’fondatori del regno dellaarmonia. Questo valentissimo com-positore trattando la musica dellachiesa che è destinata all’ ammi-razione e alla lode dell’onnipotenza,della sapienza, della bontà di Dio,seppe crearla con dignità. L’ar-monia che ei trasceglieva produ-ceva l’effetto del solenne, del gran-de, del sublime; era atta a concen-trare il sentimento dei fedeli in unsolo, ed il canto era semplice, con