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[Volume Nono e volume decimo.]
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chiamato in Corsica al tempo deldominio inglese, si astenne da ognipubblico uffizio, e crebbe in famacontinuando in patria col più felicesuccesso l’esercizio del suo liberoministero. Poiché Napoleone rior-dinò in Francia il regime sociale,Yidau accettò la carica di presidentenella corte criminale dell’ isola diElba, ed ivi coll’ascendente che glidavano le sue qualità personali, ecolla retta amministrazione dellagiustizia, egli rese caro e felice ilgoverno di quel sovrano, acuì quellaisola doveva servir poscia di gratorifugio. Napoleone che conoscevagli uomini d’ingegno per un di-scernimento d’istinto, gli fece quindiconferire la dignità di consiglieredi stato e di commissario generaledi giustizia nel principato di Lucca.Fra’ buoni ordinamenti che Vidauistituì in quella parte d’Italia, e neiquali ei dimostrò la sua rara abilitàcom’uomo distato, non meno checome giurisconsulto, è degna dispecial menzione la giudicatura cheegli vi organizzò, e la compilazionedei codici, e soprattutto del codicecriminale, cioè l’applicazione deicodici francesi allo stato di Lucca,ivi tuttora vigenti, con alcune saggemodificazioni adattate ai luoghi, aicostumi ed all’indole dolce e tratta-bile degli abitanti. Ripatriato nel4844 egli cooperò col suo credito ecolla sua popolarità a rendere nonsenza suo discapito meno violenta epiù innocua la commozione politicache successe allora nella sua patria,e prevenne dei disordini e dei maliche ora sfuggono alla previsione ed

al calcolo. Ricusò quindi l’offerta diuna carica di magistrato nella Cortedi Appello per ritornare con mag-gior alacrità agli esercizii forensi.Nell’ultimo periodo della sua vitaegli accoppiò alle occupazioni dellacuria le cure amministrative, eser-citando per cinque anni la magi-stratura municipale di Bastia coltitolo di Maire. Dureranno a lungoi begli ed utili lavori coi quali eglirese più gradevole e più comoda lasua città nativa, siccome durerà neisuoi concittadini la memoria dellesue domestiche e pubbliche virtù, edella privata magistratura, e delgratuito magistero ch’egli esercitònel suo gabinetto a benefizio degliamici e dei poveri, ed a vantaggiodella gioventù studiosa; nè cadràin oblio, io lo spero, il suo progettod’un codice rurale conforme allostato dell’agricoltura in Corsica, ilsuo repertorio di giurisprudenzaantica e moderna, e vari altri suoimanoscritti sull’antica legislazionenostrale. Morto il 4 marzo 4834 inetà di 76 anni, egli serbò fino agliultimi istanti in un corpo indebolitodallo studio e dalle infermità quelvigore di mente e quell’ amenità dicarattere, che accrebbe tanto neisuoi congiunti ed amici il doloredella sua morte.

s. VIALE.

SERASSI (Pier Antonio). Na-sceva in Bergamo a’ 47 febbraio4724 da Giuseppe e Angiola An-dreotti, onorata e civile famiglia.Ricevuti in patria ì prun» docu-