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[Volume Nono e volume decimo.]
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faldino Antonio Succhi, compose il«oggetto del Servitore dei due pa-droni, e del Figlio di Arlecchinoperduto e ritrovato.

Frattanto venne a morte in Pi-sa un vecchio avvocato., difensorestipendiato di molte comunità reli-giose, di alcuni corpi d J arti e me-stieri, e di molte case delia città.Occupazioni tutte di grande van-taggio pecuniario, qualcuna dellequali era molto desiderata dal Gol-doni, ma invano, perchè tutte fu-rono ottenute dai Pisani. Come ènaturale, si disgustò della città edegli abitanti. Appunto in queigiorni andò a trovarlo Cesare Dar-bes veneziano, comico, fattosi inappresso assai celebre nella ma-schera del Pantalone, il quale seppeobbligarlo a scrivergli una comme-dia. La compose in tre settimane efu quella intitolata Tonili bella gra-zia. Il Darbes contento oltre mi-sura, fece che il Goldoni prendesseconoscenza del capo-comico Me-débach e della sua compagnia. InLivorno ove erasi recato, vide da-gli stessi comici del Medebuch laDonna di garbo che aveva scrit-ta quattro anni innanzi, ma chenon aveva mai veduta. Contentodelia esecuzione, si strinse mag-giormente al Medebach, talché que-st’ultimo propose e l’altro accettòdi comporre per la sua compa-gnia, e di tornare a Venezia.

Dato un addio alle liti ed alforo di Pisa, andò a trovare ilMedebach a Mantova, quindi pas-sò a Modena ove essendo terminatala guerra, potè raccapezzare alcun

che de’ suoi fondi del banco duca-le, poscia, dopo cinque anni di lon-tananza, a Venezia, vi rivide lamadre, ed entrò definitivamentenell’arena drammatica per non u-scirne mai, quantunque la fortunal’abbia portato a vivere gli ultimianni suoi presso altra nazione. Nel4748 espose la Vedova scaltra, chepiacque assai, ma che appunto perquesto destando la invidia fece nasce-re una parodia sanguinosa, la qualesenza riguardi fu rappresentata inaltro teatro. Il Goldoni, ad ontadi cui voleva stesse quieto, si dife-se, e le cose progredirono in modoe ’l chiasso fu tanto, che la Supe-riorità vedendo la satira scandalo-sa e buona la ragione del Goldoni,non solo impose silenzio ai ma-levoli, e fece cessare le rappresen-tazioni della parodia, ma ordinò lacensura delle opere teatrali, cheprima non v’ era.

Nel 4749 dette a’comici suoi lacommedia l’Erede fortunata , manon piacque, anzi cadde affatto.Allora i nemici di Carlo incomin-ciarono a dire ch’egli aveva vuo-tato il sacco, che ormai era mortopel teatro : con che irritarono fie-ramente il suo amor proprio ; quin-di nel solito complimento della pri-ma attrice, nell’ultima sera del car-novale, fece promettere per l’annodopo sedici nuove commedie, delloquali annunziò anche il titolo, Me-rita di essere notato, siccome ilGoldoni medesimo asserisce nellesue Memorie, che delle stesse com-medie non aveva nemmeno imma-ginato un solo argomento quando