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[Volume Nono e volume decimo.]
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furono promesse. Mantenne peròla data parola, e le sedici comme-die furono le seguenti : II Teatrocomico — Le Donne puntigliose

— La Bottega del Caffè — Il Bu-giardo — L’Adulatore — La Fa-miglia dell’ Antiquario — Pame-la — Il Cavaliere di buon gusto

— Il Giuocatore — Il vero Ami-co — La Finta Ammalata — LaDonna Prudente — L’ Incognita

— L’Avventuriere Onorato—LaDonna Volubile — I Pettegolezzi ,le quali per la maggior parte riu-scirono a molta gloria dell’autore.

Ma lo sforzo terribile della men-te nell’immaginare e condurre tan-te opere doveva necessariamenteinfluire dal morale al fisico, equindi recar danno a quest’ultimo,locchè in fatti avvenne. La salutedi Carlo ebbe a sofferirne nonpoco, e vi si aggiunse che il Me-debach , secondo la lodevole co-stumanza degl’impresarii, godettetutto il vantaggio delle novità, equantunque il povero autore aves-se fatto assai più che il patto re-ciproco non portava, non pertantonon volle crescere neppure di unsoldo lo stabilito appanaggio. Tol-lerata con pazienza questa primaingratitudine, dovette ben tosto so-stenerne un’altra. Vedendo che lesue commedie piacevano da pertutto, gli parve a buona ragione,che molti dovessero amare di pos-sederle, e per conseguenza, diffon-dendole colla stampa, glie ne ver-rebbe maggior gloria al nome, emaggior vantaggio positivo allaborsa. Ma che ? Il Medebach si

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oppose di subito al divisamento ac-campando la proprietà, e l’infeliceautore a gran fatica potè otteneredal comico ingórdo di pubblicarnequattro soltanto in ciascun anno.Convenutosi col libraio Bettinellinel 4754, fu stampato il primo to-mo del suo Teatro.

A titolo di pagamento, nello stes-so anno portossi a Torino per visi-tarvi la compagnia del Medebach, esentito che i Torinesi applaudendoalle sue commedie soggiungevanosempre sono buone , ma non sonodel Moliere, immaginò una comme-dia tratta dalla vita di quel celebreFrancese, appunto col titolo il Mo-liere. In questa gli piacque di usa-re per la prima volta que’ versiche, già usati da Pier GiacomoMartelli pel primo, furono e sonodetti Martelliani. Piacque la com-media, e perchè pure non ispiac-que la risurrezione del ritmo, ilcontinuò in molte altre invenzioni.

dell’anno appresso, allorché era-no già divulgati due volumi delTeatro, sentì che il Bettinelli nonvoleva più i manoscritti dall’autore,avendoli dal capocomico: e fatte-ne rimostranze, vide sventolarglisidinanzi il privilegio eh’ egli mede-simo bonariamente aveva fatto ot-tenere al libraio. Le due antece-denti ingratitudini potè sofferirecon pazienza e ridendo, ma questanon potè. Lasciò al Bettinelli il pri-vilegio in Venezia, ma di subitoandato a Firenze strinse nuovo pat-to colà e fu stampato prestamente ilprimo volume delle sue opere concorrezioni e giunte. Il libraio di