ZaLta di Venezia, e dettò le sue Me-morie che appunto volle terminarecon lo stesso 4787. Ma quell’uraga-no tremendo che scoppiato nel 4789scosse tutto in Europa, venne a com-moverlo ne’suoi ultimi di: imper-ciocché ue’suoi vortici trascinò secoaudio la pensione del poeta. Vissesino il dì 8 gennaio del 4793 e mo-rì appunto il giorno dopo che laconvenzione nazionale aveva ordi-nato gli si pagassero gli appunta-menti e tutti gli arretrati.
Il Goldoni nel tempo della mag-giore fortuna, siccome scrittore, eb-be ammiratori assai e nemici acca-niti. I primi erano tutti coloro chetrovavano prese assolutamente dalvero, ed affatto simigliami il vero,le sue pitture: veramente consonoa quello della società contempora-nea il suo dialogo: la critica de’co-stumi suggiamente applicata. Fra isecondi stavano quelli che smania-vano per gelosia di mestiere, perpassioni particolari, e la turba sem-pre noiosa de’pedanti. Lui vivente,le sue opere furono o spinte allestelle, o precipitate negli abissi. 0corona di luce, o profonda oscurità.Pietro Chiari, uomo d’ingegno nondi giudizio, fu centra il Goldoni pergelosia di mestiere: Carlo Gozzi, aprincipio per ignoranza di tempo epedanteria, poi per arte, l’addentòsempre: il Bareni, il furibondo Ba-reni, il percosse fieramente col suotremendo flagello, ma cieco nell’ira,non osservò se meritate o no fos-sero le sue ferite. Amici del Goldonie giusti lodatori sono stati quegliuomini valentissimi che scrivevano
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per quel modello dei giornali, ilCaffè. Degli altri e ncomiatori o de-trattori, inutile parlare. 0 moschedorate che si sollazzano anche sulleputredini, o ragni crudeli che divo-rano la propria famiglia. D’ordina-rio e pel soverchio amore da unaparte, e per le ire atroci dall’altra,sinché vive un autore male si giudi-cano le sue opere : imperciocché ag-giudicandosi sempre dai contempo-ranei in ragione del diletto sentito,0 della rabbia destata, il premio ola pena, raro avviene che quello oquesta sieno dati con equa lance. Madopo la tomba, cessati gli odii e gliamori, larugioue fredda, la ragionecalcolatrice, dovrebbe analizzare in-sino agli elementi, quindi sentenzia-re se, datala libertà pel pensiero,le forme rispondano alle leggi, nondegli uomini, ma del buon senso.Così dovrebbe la ragione, ma purtroppo così non fa sempre, neppuredopo il sepolcro, perchè o l’amorenazionale, o la nimicizia degli stra-nieri, o la moda, imbrattano il giu-dizio. Vedremo in appresso qual sor-te sia toccata alle opere del Goldoni.
Allorché destossi in lui l’amoreper la commedia, vide il teatro no-strale fornito quasi che unicamentedi argomenti di commedie, o, comegli appellavano, di soggetti; il dia-logo si eseguiva sempre alla sprov-veduta. In ciascuno yì avevano, qua-si costantemente, parte principalele vecchie maschere. Commediescritte erano pochissime oltre le be-stiali del Cicognini. Due, tre, delGigli , un po’meglio, ma ghiaccio.Alquante traduzioni dal francese,