intorno all’autore, il Fabbroni do-veva emettere il suo giudicio so-pra gli scritti, e lo emise della ma-niera che segue : « Qual integerri-?? mo giudice ed estimatore non?! meraviglierà che Settano abbia?» potuto descrivere con tanto fiore?» di lingua latina, con tanta verità»? ed eleganza quelle cose così Ion-?» tane dalle antiche costumanze,?? nel rappresentare le quali avrebbe» affaticato assai il medesimo Gio-?? venale? Chi non confesserà balzar?> dappertutto i sali più lepidi e?? pungenti, e dispiegarsi le imagini?» più pronte e vivaci a tale che a?? tutta ragione si potrebbe dire di?? lui ciò che Plutarco diceva della?? vita che Senofonte scrisse di?? Artaserse, che cioè si portano»> proprio dinanzi gli occhi le cose?? descritte? ?» Un cenno biograficonon vuol essere una discussionefilologica, ed è perciò che mi ac-contento di ripetervi solo quel versoove dipinge Io scorrere delle ditasopra i nocciuoli delladivota corona:
Fraxineaeque sonai fluxu piadextra corollae.
Poteva dipingersi con maggioreevidenza e proprietà di parole quel-l’atto? E il biografo latino negliencomii al Sergardi, e ne’ continuiappigli al Gravina non accondiscesepienamente a’desiderii del Frugoniche nell’accettare la dedica di questavita rispondeva: a Non posso ab-» bastanza ringraziarvi della dedica?? onde volete onorare il mio nome.» Io la riceverò come un nuovo
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» graziosissimo pegno della vostra?» beneYoglienza, e di quel conto» che vi piace far di me, che son?? pur la picciola cosa nel mondo?? letterario. Duoimi solamente che?? sia la vita di un poeta capitai» nemico d’un illustre amico mio,?» del dottissimo Gravina, che vi-» vendo molto sempre mi tenne?? caro, mi consigliò, mi fu guida?» co’suoi lumi nelle dubbiezze mie.?? Non so nella vita sua se di Gra-» vina farete menzione. Ma poiché?? pare inevitabile così fatto ricor-» damento, mi lusingo che farete?? anche ragione al merito d’uom sì?? celebre e sì benemerito della giu-?? risprudenza e delle lettere. » Nonè però a dirsi che nelle propriesatire il Sergardi si lasciasse tran-quillo; ebbe de’contradditori e cri-tici parecchi, tra’ quali EmmanueleMartino, uomo nelle greche e la-tine lettere eruditissimo, che, po-stosi a vagliare scrupolosamentegli scritti di Settano, vi trovò bar-bare parole , ineleganti , incom-poste e ridicole maniere di espri-mersi ; trovò anche manchevoletal fiata la misura de’ versi a taleche conchiuse doversi ascriverel’autore non al numero de’poeti,ma de’ buffoni. A ciò faceva eco ilGravina stesso in molti luoghi epiù particolarmente nell’opuscoloDe conversione doctrinarum adGabrielem Reginerium, ove scrive,mi si permettano le sue parole:Summa laus doctissimorum homi-num sit ab improbis et sacrilegisvituperavi ... tum praeserlim cumvidcas ad horum injìcelam et im-