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ciarsi alle sezioni cadaveriche, odalla vista delle strane forme mor-bose che logorano le umane esi-stenze sentivasi venir meno, e dispesso cadeva in deliquio. Si volsequindi allo studio della geografia,della storia, delle lingue e dellapoesia. Nelle prime, fregiato, co-m'era, di portentosa memoria, inpochi anni raggiunse un tal fineche poteva con ogni sicurezza efrancamente discorrere di fatti eluoghi innumerevoli, correggendogli errori altrui, e parlare e scri-vere parecchi linguaggi ; nella poe-sia poi fu costantemente applauditoquando fra le dotte adunanze re-citava alcun suo componimento.Non pertanto l’indole particolaredell’ingegno di lui, le domesticheabitudini, l’esempio del fratello lotrassero alle matematiche -, nè co-minciò sì tosto a raccogliersi inesse che vi si diede a tutt’ uomo.Per quantunque il Galileo, il Tor-ricelli, il Cavalieri ed altri celebra-tissimi segnato avessero orme lu-minose nel vasto campo dell’algebrae della geometria, e gettato in essoi germi che doveano largamentesvilupparsi appresso, pure il Car-tesio, il Newton ed il Leibnizio che il■primo di tutti applicava alla nuovageometria delle quantità infinita-mente piccole ed inassegnabili ilmetodo analitico ed il ccdcolo al-gebraico , ed era nelle pazientis-sime ricerche seguito da’ fratellilì emanili e dal marchese dell’Hospi-tal, dischiudevano all’acutezza dellementi italiane una via, in che digran ìun^ya potevano avvaiìlug^iurB
gli scopritori, comunque questavolta non avessero avuto la gloriadella scoperta. Il Manfredi misuròla sua mente, la nuova scienza,l’ordine a cui faceva mestieri siriducesse, il perfezionamento chetuttavia attendeva, e con lungo efaticoso apparecchio si accinse adiscorrerne da maestro agli altriposciachè egli era stato maestroa se medesimo. Si mostrò dunqueal pubblico col libro che porta atitolo : De constructione aequa-tionum dijferenlialium primi gra-dus che stampavasi il 1707 in Bo-logna , ed era il primo che sivedesse in Italia nella materiadel calcolo integrale, « Contut-toché il titolo di esso, dicevasi nelGiornale de J Letterati, mostri diprometter solo l’esame di que’ casine’ quali si adopera il calcolo perritrovar la natura di una qual-che curva, e non già di quelline’ quali si cerchi precisamentenull’altro che di ricavar l’espres-sioni delle quantità dall’espressionide’ differenziali.... nientemeno, seben si considera il modo di costrui-re queste medesime equazioni dif-ferenziali per mezzo della integra-zione ( ove questa sia possibile ) ele regole che si danno d’inlegrarlenegli esempli o casi particolari,sarà manifesto che non si è in essotrascurato l’insegnar d’integrareanche le quantità differenziali as-solute e non appartenenti ad alcu-na equazione .... Quindi si ag-giunge che il libro abbraccia uni-versalmente ogni parte di questostudio, acciocché m tal modo si