Band 
[Volume Nono e volume decimo.]
Seite
322
JPEG-Download
 

322

aver pubblicato in età più giova-nile 1’ operetta De constnictioneaequalionwn di/ferentialluni pri-mi (jradus , dove prometteva coltempo qualche ulterior cosa nellamateria istessa del metodo inversodelle tangenti; si era trovato tal-mente impegnato negli affari dellesue incombenze, per loro stesseaffatto aliene dagli studii della geo-metria, che non aveva avuto agiodi porre in un poco d’ordine, eripassar sopra alcuni teoremi cheaveva di molta universulità per leintegrazioni e per la separazionedelle indeterminate co’ loro diffe-renziali nelle equazioni. Ma essen-dogli poc'anzi venuto fatto di ri-trovarne uno al suo credere nuovo,e che serve a sciorre una infinitàdi problemi non meno utili checuriosi, nello scioglimento d’alcunode quali avea veduto porre qual-che fatica uomini di primo gridoin quelle speculazioni, avea credu-to di non far se non bene a met-terlo fuori, acciocché non si per-desse più tempo a sviluppare cotaliequazioni, cercando forse per ognu-na di esse una regola a parte, quan-do una sola generale e semplicis-sima poteva servire per costruirletutte.» (Tom. XVIII, pag. 309).Vi fu ehi pretese togliere al Man-fredi la gloria di quella scopertaed attribuirla al Bernoulli, anzi eglimedesimo tentò di arrogarsela.Quando si eonosca l’indole mode-stissima del Manfredi, e la stessanon curanza in che non di radoponeva il frutto delle proprie fati-che e dtdla naturale acutezza della

sua mente, svanisce tosto il sospet-to ; nullameno per onore di lui edell’ Italia ne si conceda trascrive-re ciò ch’egli a questo riguardoandar lasciava su di un brano dicarta che giacque dimentico e sa-rebbe perito, ove il Fabbroni nonsi fosse mostrato sollecito di rac-coglierlo. “ Quel mio teorema, geri-tegli , per la separazione delle in-determinate, quando le dimensionidelle medesime sono le stesse in o-gni termine dell’equazione differen-ziale, da alcuni è attribuito al si-gnor Giovanni Bernoulli. Ho sem-pre avuto curiosità di sapere conqual fondamento a lui sia ascrittoe non a me che lo pubblicai ne’giornali di Venezia (4714). Ho fi-nalmente trovato nell’opere deldetto signor Bernoulli stampate inLosanna e in Ginevra, tom. Ili,pag. 409 e 410, ch’esso dice do-verlo comunicato fin dal tempo (leinascente calcolo al marchese del-l’Hospital o per lettere private, onelle lezioni fatte per servizio delmedesimo signore. Questo testo delBernoulli ove esso fa questa sua di-chiarazione ... è desunto dai Co-mcnlarii dell’Accademia di Peter-burgo, tom. I, pag. 467, stampatosolamente l’anno 4728 ... e il Ber-noulli non ha mai mostrato d’averequesto teorema, se non negli altidi Petcrburgo. Anzi neppure ilBernoulli in questo suo medesimoschediasina mostra di aver com-presa tutta l’ampiezza del teore-ma » poiché mentre lo schediasmadel Bernoulli appigliavasi ad alcuncaso semplicissimo e dei primi ,