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va alla pubblica luce il libricciuoloche avea per titolo YAstronomiaper le donne , non era già per essemaestro di una scienza nuova, semolto prima le due sorelle Man-fredi aveano raccolto de’ preziosielementi per quel libro non solo,ma per altri di maggior peso. Eu-stachio del 1703 commetteva allestampe la descrizione di alcune mac-chie che di quell’anno scoperte e-ransi nel sole, e trovavasi quasiinteramente d’accordo con ciò chesommi astronomi in Francia scri-vevano intorno alle macchie stesse.La mancanza de’ perfezionati stro-menti, della lunga esperienza, deltempo in altre occupazioni distrat-to non tolse ad Eustachio di rag-giungere la lor meta. Frattantogl’interessi della patria e la vo-ce de’ propri concittadini gli aper-sero dinanzi il campo della idro-statica e lo invitarono a percor-rerlo. Gli si affidò la prefettura delleacque. Succedeva al Guglielminied era peritoso assai nello assu-mere il gravissimo incarico. Nonignorava quali danni dalla tristedirezione delle acque, quali van-taggi deriverebbero dal felice loroavviamento ; e di ciò tutto tenevaresponsabile colui che per l’impo-stosi officio additare dovea gli op-portuni provvedimentiignoravaperò lo stadio nobilissimo cui eraconceduto percorrere alla mirabilepotenza del suo e robusto e ver-satilissimo ingegno. Primo scopoalle sollecitudini di Eustachio fu ilconceduto versamento delle acquedei Reno nel Po. i Mamovani, i
Modenesi, i Veneti e gli altri po-poli pressoché tutti dell’antica Gal-lia Cisalpina si raggrupparono ne-gli interessi e presero parte alloscioglimento della questione. Mol-ti gli scritti, senza fine le indagi-ni, somme furono le inquietudinidel Manfredi onde ridurre all’attoun concetto utilissimo alla sua pa-tria. Per quantunque poi non giun-gesse pienamente il suo desiderio,giudicò non perdute le fatiche con-secrate al bene de J propri concit-tadini, da cui tuttavia ritrasse taleuna estimazione che a lui, comead oracolo, ricorrevasi ne’giudiciiche al governo e miglior indirizzodelle acque spettavano. I Lucchesied i Toscani a lui si appellarononelle lor controversie, e de’ consi-gli di lui si valsero nel dissec-camento delle paludi che nelle vi-cinanze allargavansi di Viaregio.Lui consultarono que’ di Fano nella ricostruzione del porto, i Ra-vennati nella deviazione de’ fiumiche li minacciavano. Perorò inFaenza dinanzi il Cardinal Piazzala causa de’ Rolognesi contro ilCorrado, e lo costrinse a confes-sare Terrore da cui lasciavasi co-gliere. Venne a colloquio pel me-desimo scopo col Grandi, col Zen-drini e col Marinoni ed ebbe dallalor bocca l’elogio di uomo dottis-simo. Lo si richiese di parerenel prosciugamento delle paludipontine e nel progetto di riaprireil porto d’Anzio, nel che diè segnodi rara modestia, poiché sottrae-vasi dalPenunciarlo adducendo ascusa d’ignorare afiallo la natura