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[Volume Nono e volume decimo.]
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abitazione de! Morsigli, ed ivi pureeretto aveva una specola nel mi-glior modo provveduta degli op-portuni apparecchi. Come persuaseil Morsigli ad offrire i tesori ra-g uno ti per vantaggio delle scienzein dono a’suoi concittadini, pensòinsieme ad accrescerne il pregio,accordandosi col Senato bolognese,affinchè, oltre il presidente ed ilsegretario, si eleggessero sei pro-fessori di nome illustre, che de’propri lumi rischiarassero quelnuovo seggio delle ottime disciplineil quale doveva appresso grande-mente risplendere in tutta Italia, eprocacciarsi rispetto dagli stranieriche col Galileo e l’accademia delCimento videro sorgere e conser-varsi perenne appo noi la scintilladel genio che operò 1’ incivilimen-to d’Europa. Al novello istituto,paga di questo nome, accoppiossil’accademia che appellavasi degl’in-quiete, della cui origine poco sopraparlammo e che avuto aveva a suoiprincipi il Morgagni e lo Stancali.Il 43 marzo 4714 solennementeinaugurossi dopo le pratiche e gliapparecchi che minutamente si de-scrivono nel volume decimo setti-mo del Giornale de’Letterali, ederano eletti a presidente e profes-sore di storia naturale il canonicoTrionfetti, a segretario il Bazzoni,a matematico il P. Ercole Coraz-za, a fisico Bartolomeo Beccar!,a bibliotecario Geminiano Rondellie ad astronomo il Manfredi che ildì medesimo della inaugurazioneoffriva un saggio del metodo cheterrebbe nel dettare l’effemeridi

dell’istituto, pigliando «a descri-» vere gli ecclissi solari ch’erano« per accadere ne’ prossimi undici55 anni colle ore e le quantità di essi» per tutta l’Europa.... ed esibì e55 distribuì a tutta l’udienza un di-55 segno nel quale con diverse line':55 curve si rappresentavano le prin-« cipali apparenze dell’ecclisse so-55 lare ch’era per accadere il 355 maggio 4745 ; delle quali curve55 alcune erano destinate per dimo-55 strare a qual ora fosse per ve-55 dersi in qual si voglia luogo la» massima oscurazione, altre per55 far conoscere di qual misura oss di quante dita ella fosse per es-55 sere in ciascuno de J paesi che la55 vedrebbero, ed altre in fine per55 metter sotto gli occhi tutti i» luoghi che vedrebbero o il prin-55 cipio, o il mezzo, o il fine del-55 l’ecclissi nel nascere o nel tra-55 montar del sole; con dimostrare55 eziandio quel punto della super-55 fide terrestre, che prima di tutti55 vedrebbe incominciare e quello55 che dopo gli altri tutti vedrebbe55 finire quel deliquio.... riservan-55 dosi a parlare più diffusamente55 nelle effemeridi di tali linee curve55 e della loro natura, come anco55 degli usi che potevano avere nel-55 la geografia. » Dissi tutto questo,riportando le parole del Giornalede’ Letterati, per mostrare quantoEustachio sapesse innanzi nellascienza astronomica. E poiché toc-cai delle Effemeridi dell’Istituto,dirò che uscirono in due epochediverse alla pubblica luce. I dueprimi volumi furono dal Manfredi