» to del vostro libro e della vo-» etra dissertazione, come pure dal-» le osservazioni sopra le pioggie» dell’ anno passato e dalla novel-55 la letteraria delle effemeridi del55 Manfredi. 55 Che poi adempisseil Poleni con sollecitudine e fedel-mente quanto 1’ amico raccoman-davagli, n’ è segno la lettera del 16giugno, in che lo Zeno medesimoscrive: 55 Ci ho corretti tutti i luo-55 ghi che voi ci avete segnati55 nella forma da voi prescritta. »Tante occupazioni ed una condi-scendenza sì liberale del tempo edel proprio sapere a chiunque ri-chiedesselo, non gl’ impedivano diproseguire ne’ prediletti suoi studii,e di mettere alla pubblica lucede’ nuovi trattali in che svolgevan-si le dottrine più ardue con chia-rezza di concetti e parole, e conquella perspicacia che guidavaiod’ ordinario a certe conclusioni si-no allora non sospettate. Persuasoperò che la scienza allora è degnadavvero dell’ altrui stima che tornia vantaggio della umana famiglia,tutto si volse allo studio della idro-metria, avvisandosi, e non a torto,che la conoscenza della forza delleacque e del modo di governarlefosse 1’ argomento più utile in chea’ suoi dì pel comun bene mirar sipotesse. Provveduto di sì grandeapparecchio nelle dottrine fisichee matematiche, e sicuro del proprioingegno, vi si accinse, e del pro-fitto che trasse furono saggio lu-minosissimo gli scritti: De mottectquae mix lo 3 e l’altro De Castella.In codesti libri il Poleni espone
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con tutta schiettezza la serie- dellesue scoperte e meditazioni, e allaschiettezza congiunge la modestiapiù riservata, lo che riscontrasine’sommi uomini unicamente. Lamodestia però dell’ autore non fud’ ostacolo ai parti del proprio in-gegno ed a’frutti delle sue veglie,perchè celeramente si propagas-sero con sua gloria e indicibile u-tilità delle Venete Provincie, deiconcittadini e di tutta Italia. Si dis-sero quelle dottrine le più prezio-se a’ magistrati che il regolamentosopravvegliavano delle acque; sene valsero di esse quanti dappoistudiarono il difficile argomento, efra tutti Eustachio Manfredi, il cuiparere è un giudicio il più rispet-tato. Poteasi ben presentire ed av-venne in fatti che dopo ciò il Se-nato sarebbesi valso dell’ opera delPoleni, ed altri parecchi avrebbe-ro a lui ricorso. Quindi è che fre-quenti lettere, e viaggi, e studii aquesto riguardo, e proposte, e la-vori da imprendersi e dirigere loassediarono di continuo e lo ten-nero occupatissimo. Trovò nulla-meno il tempo di attendere alle pa-zientissime ricerche letterarie escientifiche sopra il comentario cuiFrontino dettava intorno gli acque-dotti di Roma, comentario che inse racchiude le cognizioni idrosta-tiche di que’ tempi, ma che offrivaun testo per la ignoranza degliamanuensi, e per le torte inter-pretazioni de’ filologi viziatissimo.Codest’ opera usciva in luce nel-1722, il Tiraboschi ammirava lamolta erudizione ivi sparsn, ed il