» allo studio della metafisica, ess dell’etica segnatamente.
» Nel d786 sostenne pubblica di-» sputa De pire naturae et gen-ti tiurn , non senza lode. Doposs di che fu principe dell’accademia55 degli Argonauti in collegio, da55 cui sorti il giorno 42 luglio di55 detto anno; e per ristorarsi del-55 la non lieve fatica degli studi,55 andò a vedere alcune città della55 vicina Lombardia e dello Statoss Veneto. »
Ritornato in patria ricco di nuo-ve cognizioni, ed in possesso delmolto profitto ottenuto in quelcollegio principalmente negli studidelle belle lettere, si tenne fermoin quel virtuoso contegno di vita,a cui si era abituato nel luogo disua educazione. Potè quindi fareottima comparsa di sè presso ipari suoi nella più scelta società,e colle sue nobili insieme ed affa-bili maniere, e colla sua pesatavivacità, conciliarsi l’amore del no-bile ceto e di ognuno che lo acco-stasse. E invece di abbandonarsi aduna vita spensierata (come pur trop-po accade talora a tanti appena uscitidi collegio) non interruppe giam-mai i suoi diletti studi, tra i qualidi maggior proposito attese a quel-li delle belle arti con quel grandetrasporto e fino tatto, che tantotraspirano in ogni suo scritto.«Limitossi (così nelle citate me-55 morie ) alle belle lettere ed55 all’ architettura, i cui principii55 aveva appreso dall’ottimo e bravo55 signor Angelo Yenturoli, della»’ cui famigliarità godette sempre
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55 finché visse. In seguito deside-55 rando di vedere tutta l’Italia,ss la percorse tutta, fermandosi più55 mesi nelle città più rimarche-
55 voli. 55
Non è da dire quanto profitto fa-cesse, e quanti lumi acquistasse ilgiovane marchese Antonio in que-sto suo viaggio alla vista di tantebellezze e di tanti tesori che spar-sero ovunque le tre Arti sorellenel felice suolo italiano. Roma però,l’alma città sede primaria di ognigrandezza delle Arti, sovra d’ognialtra elevò la di lui mente, e dovi-ziosa materia somministrògli prin-cipalmente alle architettoniche sueinvestigazioni. Colà impinguò laserie de’ suoi artistici ricordi tantoin iscritto quanto anche in disegno,formandosi inoltre una ricca sup-pellettile di cognizioni, la quale sìfelicemente sviluppò ne’suoi scritti,molti de’ quali ei rese di pubblicaragione, come appresso si dirà.
« Ritornato ( così nelle det-55 te memorie), ritornato a Bo-ss logna pensò ad accasarsi, e nelss dì 27 del mese di novembre delss 4792 prese in moglie la nobilss donzella signora contessa Ma-ss rianna figlia del conte Girolamoss Ranuzzi, giovane di vent’anni,ss molto aggraziata, e di ottimo edss ingenuo naturale. »
Ne’pochi anni che precedetterola invasione francese fu egli piùvolte degli anziani Consoli, e cuo-prì altre delle più onorevoli cari-che della nostra città. Fu amicis-simo del conte Leopoldo Cicognara,amicizia però limitata alle recipro-