DINTORNI
(TERZO DI CITTÀ)da porta Fontebranda
La Porta di Fontebranda , una dello secondarie, conle sue mura, da S. Domenico fino all' antica porta di S.Sano, ora distrutta, dietro la chiesa della Selva, conservatutta la sua originalità ;■ essa, con le mura fu ■ costruì-,ta (1381) da Agostino di Martino, invece dell’ anticadel 1255.
Passando per il Ponte a Rosaio, celebre per fatti d’ar-me negli ultimi anni della Repubblica; e su per Montal-buccio, tra ridenti ed elevate colline donde si gode unbel panorama della città, troviamo il castello di Beicaro,oggi villa dei Camaiori, già nominato nel 1199. In ori-gine era dei Mariscotti (1269) e poi fu dei Salimbeni(1374). Diroccato quindi per ordine del Comune,, che te-meva questa potente casa (sec. XIV); e un’^altra volta(1482) dopo passato ai Bellanti, risorse, pigliando nuoveforme, come si vede oggi, quando fu acquistato dai ban-chieri Turamini (1525). Per commissione appunto diCrescenzio Turamini, il Peruzzi costruì da un lato delcastello il palazzo con la loggia e la cappella; e decoròP atrio col Giudizio di Paride, la loggia cori ornati efigure a grottesco, e la cappella con ornati e figure disanti. Nel 1554, ultimo tempo della libertà senese, vitenne il quartier generale il feroce condottiero degli im-periali e dei cosimeschp Giangiacomo de’ Medici, mar-chese di Marignano. Ai Camaiori passò nel 1721. I re-stauri nei primi del secolo passato furon condotti daSerafino Belli, e gli ultimi, nella seconda metà del se-colo stesso, da Giuseppe Partine Vi si conservano va -rie armi antiche e, sulle mura nel giro di ronda, sivedono alcune palle di artiglieria dell’assedio di Siena(sec. XVI).
Lecceto o 5. Salvatore eli Selva elei Lago, eremo di Agostiniani, cele-bre per la sua antichità, che, secondo la leggenda, rimonterebbe a’ primisecoli cristiani ed avrebbe ospitato lo stesso S. Agostino recato visi per visirtare quei solitari, ha una rara importanza storica od artistica, da consigliar-ne Un coscenzioso mantenimento. Nel 1387 era già famoso per i frati della