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stazioni du’ Barbari , a ciii andarono sog-gette le altre cittä d' Italia . Si sa poco onulla delle sue vicende durante l’ occupa-zione dell’ Italia fatta dagli Eruli e daiGoti. Dopo la caduta di questi Ultimi,vuolsi che Narsete aflidasse il governo diBergamo e sua provincia ad un duca pernome Ottone , il quäle fu cacciato benpresto dai Longobardi , e subito dopo lamorte di Alboino troviamo un certo Vail-laro longobardo come duca di Bergamo.IVallora in poi i duchi longobardi di Ber-gamo sono nominati frequentemente daglistorici; anzi pare, che confidati nella for-tezza del luogo, si mostrassero tra i menoossequenti all’ autoritä del loro re; perquesto motivo Gaidulfo , ribellatosi piüvolte, fu preso e fatto morire dal reAgilulfo marito di Teodolinda . Un altroduca di Bergamo disertö la causa di De-siderio ultimo re de’ Longobardi, e si diedea Carlomagno , per cui la cittä continuöad essere governata incirca nello stessomodo sino alla fine del secolo IX. Nell’894Arnolfo re di Germania essendo venutoin Italia a combattere Berengario suoemolo, assediö Bergamo che seguiva leparti di Berengario , la prese, l’abbandonöal saccheggio ed alla ferocia de’ selvaggisuoi soldati, fece passare a lil di spadamolti cittadini, piü altri ne menö via, ediede il governo della cittä al vescovoAdalberto. L’ incendio degli archivi, laperdita improvvisa di tante persone, ge-nerö tal disordine nelle transazioni so-ciali, che naquero mille contese sulla real-tä dei possessi, e bisognö prendere deiprovvedimenti a questo proposito. Ancopiü maltrattata fu dagli Ungari nel 900,i quali la incendiarono, fecero macello delpopolo, e spianarono persino case, torrie mura, che poi furono rlparate da Be-rengario . Ma alcuni anni dopo i Bergnma-schi avendo prese le parti dell’imperatoreLamberto, Berengario venne ad assediarli,prese la cittä e la saccheggio. Altri maliebbe a patire da Ridolfo di Borgognacompetitore di Berengario, nel 922, dagliUngari cattivi alleati di quest’ ultimo nel924; e fu presa e ripresa varie altre volte,durante le lunghe contese fra i vari am-biziosi che colle armi si disputavano ildominio dell’Italia .
Nel 9S2 Ottone I pose fine a quest’a-narchia, e Bergamo , restata fedele ancoa’ suoi due successori, pote godere di unmezzo secolo di pace, e governarsi a undipresso come una cittä libera; anzi i treOttoni facendo una guerra spietata a tutti
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i grandi e piceioli feudatari dell’Italia ,formatisl sotto la decadenza dei Carolingie dei loro successori, furono i primi npromovere il governo de’ comuni svilup-patosi poscia con tanta forza dopo il mille.Cosi anco Bergamo ebbe i suoi consoli,i suoi magistrati municipali, eletti dal po-polo, le sue assemblee, e tutti li atti disudditanza al re d’Italia ed imperatoresi risolvevano ne’ consueti piü donativiche tributi. Nella stessa condizione si man-tenne sotto Enrico II di Baviera succe-duto ad Ottone III nel 4002, indi sottoCorrado ed Enrico III ; e il peggior maleche le accadde fu la fame, indi la pesteche desolarono 1’Italia e quasi tutta i’Eu-ropa negli anni 4011 e 4042.
Sotto Enrico III cominciarono le dis—cordie tra la chiesa e l’impero, e le fa-zioni Guelfa e Ghibellina parteggianti perquella o per questo; tuttavia ai Bergama -schi non ne venne aleun danno specialee continuarono a vivere chetainente sinoalla metä del secolo XII, quando nel 4456scoppiö una guerra tra essi e i Brescianiper cagion di confini, la quäle si ripro-dusse piü volte nel seguito con piü dannoche frutto per ambe le parti.
Sorte a quel tempo le liere contestazionifra i papi e 1’imperatore Federico Bar-barossa, i Bergamaschi presero parte allalega lombarda conchiusa ai 7 aprite4466nel monastero di Pontita sul territorio diBergamo , per cui la provincia ebbe moltoa patire delle successive invasioni di quelmonarca fino alla pace di Costanza nel4483.
Nel 4491 si rinorarono le contese coiBresciani, e presero parte per questi Ul-timi i Milanesi e Cremaschi, i Piacentini eMantovani, che sconfissero i Bergamaschie fecero un grande abuso della loro vit-toria portando la distruzione in molteville e castella: a queste seguirono altreguerre quando coi Milanesi , quando coiCremonesi, per lo che nel 4238 i Berga-maschi si distaccarono dalla lega lombardae si unirono a Federico II che aveva pureallora data una grave rotta ai Milanesi eloro alleati, e continuö nella parte ghi-bellina sino al 4263. Frattanto Federiconel 4156 concedette al vescovo di Berga-mo la facoltä di coniar moneta, ma sihanno indizi che la cittä ne battesse disua propria sino dal 4234.
Nel 4244 ebbe a patire la fame e la ca-restia che si ripetä nel 4260.
Nel 4261 i nobili milanesi scacciati dallaplebe ad istigazione di Martino della Torre,