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pote dello stesso Desiderio che si mantennefedele a quest’ ultimo anco nelle estremesue sciagure, Coli’ appoggio di alcuni du-chi longobardi ei sollevö tutta la provin-cia, si forni di armati, si chiuse in Bre-scia e si accinse a sostenerne 1’ assediocontra Ismondo generale dei Franchi, Que-sti per ispaventare i cittadini fece appic-care sotto le mura un migliaio di villici,onde alcuni signori bresciani patteggiaronocon Ismondo, gli aprirono le porte; mail Franco violö i patti ed in un giornosolo (5 ottobre 744 ) fece appiccare Po-tone e cinquanta altri nobili Bresciani .
Incominciando da quest’ epoca Brescia fu governata dai Conti, primo dei qualifu lo stesso Ismondo che dopo di averetrattati i Bresciani con una crudeltä bru-tale fini con essere assassinato a furor dipopolo nel 776. Allora risorse nella pro-vineia, massime nella Val Camonica, lafazione de’Longobardi; ma Brescia si man-tenne fedele a Carlo Magno , molto piüche i governatori mandati a reggerla simostrarono assai piü prudenti e contenutiche non il feroce Ismondo, onde anco levalli a poco a poco si sottomisero. CosiBrescia , governata dai Conti, passö piü didue secoli senza notabili avvenimenti; laserie di tai governatori secondo il Biem-mi, e la seguente:
Ismondo 774—776Raimone 777—789Sigifredo 790—797Oeboldo 798—799
Ildoino 800; e incerto quanto ancordurasse.
Suppone, e incerto quando incominciasse;ma fu conte di Brescia dagli anui814—22.
Mauringo 822—824Villerado 823—850
Iselmondo 854: e incerta la durata deisuo governo.
Notengo vescovo di Brescia , IVon si saquando incominciasse ; forse mortonell’ 864.
Bertario, giugno a settembre 865. Fuucciso dal popolo.
Verso il 4000 o poco dopo Brescia co-minciö auch’ essa, ad esempio di altre cittälombarde, a governarsi a comune. lndebo-lita la potenza dei luogotenenti imperiali,s’ingrandi invece la potestä temporale deivescovi che si recarono in mano la prin-cipale ingerenza delle cose publiche, e siattribuirono il titolo e l’autoritä dei Conti,ma ben presto i popoli ne furono stanchi,ed Odorico vescovo di Brescia ne! 4037
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fu obbligato rinunciure ad ogni glurisdi-zione signorile e feudale, e lasciare i Bre-sciani in piena loro Iibertä, e per com-penso i cittadini si obbligarono a dareogni anno al prelato una veste chiamatacon termine mezzo tedesco e mezzo rer-nacolo Launechild crosina (il premio dellapelliccia).
Surte le contese fra Arrigo IV impera-tore e papa Gregorio VII, Brescia nel4080 ad esempio delle altre cittä loin-barde, si costitui perfettamente in repu-blica. Il potere legislativo e la rappresen-tanza sovrana furono affidati ad un con-siglio di 4000 cittadini, il giudiziario aquattro consoli annui; la cittä fu divisa inrioni ciascuno de’ quali aveva i suoi an-ziani, ed a questi si aspettava di convo-care il consiglio al suono della campana:forma di governo che subi nel seguito variemodilicazioni. Frattanto (4400) la cittä sidivise in fazioni, tenendo li uni per l’im-peratore, li altri per il papa, e contribui-rono a fomentare le discordie quattro ve-scovi consecutivi che furono scismastici ,cioe imperiali, per lo che trovaronsi dicontinuo alle prese col partito papale.Altri disordini cagionarono a Brescia enella provincia le emulazioni fra Ardieciodegli Aimi, prete ammogliato, astuto epotente, ed il cardinale Arimanno vescovodi Brescia . II primo promettendo eguaütädi diritti sollevö li Arimanni e i Valvas-sori, cioe li uomini liberi e piccioli feu-datari della campagna tiranneggiati dalvescovo e dai nobili della cittä, batte ipartigiani dei cardinale ed assedio Brescia ( 4403 ) senza poterla prendere; indi sivolse contro Vobarno di cui era coman-dante di piazza Ugo di Gavardo altroprete ammogliato, perche in quei tempidi fazioni politico-ecclesiastiche , cometutti i diritti, cosi anco tutti i doverierano disconosciuti ; e precisamente inquesta inedesiina guerra troviamo un ea-nonico Brunone Sala generale dei Bre-sciani e piü altri diaeoni o preti cheesercitavano la stessa professione. Il preteUgo si era ammogliato con Sinalda, che
10 aveva preso a controgenio, percheinnamorata di Paganello col quäle ebbegiä tresche amorose, Saputo questo daArdiecio, fece in modo che Paganellos’introdusse insidiosamente in Vobarno,rianodö i suoi amori con Sinalda, la per-suase ad avvelenare il marito , e morto
11 comandante aneo il castello si arrese(4105).
La guerra continuo per tutto quell’ anno,