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in colonia, esempio che fu poscia imitatoda alcune uazioni moderne e segnatamentedagli Inglesi colle loro colonie di Bo-tany-Bay.
L’ anno seguente i Bresciani s’impegna»rono in una guerra che i Milanesi ave-vano coi Lodigiani, la quäle terminöpure per 1’ intervenzione dell’ imperatoreArrigo YI.
Negli Ultimi anni del secolo XII co-cominciarono a ridestarsi le fazioni tra inohili ed il popolo fomentate dal vescovoGiovanni Palazzi. Questo prelato appar*teneva alia fazione popolare, ma colladepressione dei nobili si proponeva l’in-nalzamento di se medesimo e di Mario suofratello, uno dei quattro consoli e cheaspirava ad essere podesta, Infatti Mario,aiutato dai Yal Trompini e Yal Sabbiesi,tra i quali aveva potenti aderenze, sor-prese i due consoli nobili Raimondo Ugonie Galerio Calchera con altri sessantadella loro parte e gli fece chiudere neicastelli di Sabbio e della Nozza. Dopoquest’ atto violento, il veseovo fece ditutto per far eleggere a podesta il fra-tello, ma trovö un’opposizione a cui nonsi aspetlava , e quella magistratura fu af-fidata a Guido Mandelli di Milano (4496);con tutto questo i nobili non fui ono spri-gionati se non se nel 4498.
Allora la fazione de’nobili riprese vita,c da qui ebbe origine una lotta tra essie i popolari , durata dieci anni e che sicomplicö eziandio con guerre provocateora dagli uni ora dagli altri, Fra i capidi famiglie potenti che si facevano guerra,erano il conte Oberto di Savallo, ed One-sto di Casalalto, abate di Leno, che icronisti di quel tempo chiamano JbasJhsunestus de Leno. Üoest’ ultimo mandöin Yalsabbia alcuni sicari per assassinareil conte; ma fallito 1’ intento, questi disseche se poteva aver 1’ abate nelle mani ,T avrebbe fatto impalare. In una fazionein cui 1’ abate fu vincitore e fece un cen-tinaio di prigioni Valsabbini, ne fece sce-gliere dodici a sorte, e fattigli condurresopra un ciglione fra Leno e Manerbio, fu-rono tutti impalati. Ma ciö che caratterizzal’uomo e il suo secolo, si e che l’abate primadi eseguire il crudele suo proposito, rac-comandö gl’ infelici a monaci e preli,volle che fossero ben confessati e comu-nieati, che assistessero alla messa e rice-vessero tutti i sacramenti. Ciö avvennenel 4240. Essi furono sepolti ad un luogodetto il Letone, il quäle divenne un ora-lorio di pio concorso, come ad un sepol-
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cro di martiri; e la devozione, massimenelle donne del paese, dura anco al pre-sente.
Questa atrocitä inaspri talmentc li ani-mi che tutta 1’ autoritä di Ottone IV redi Germania arrivato a Brescia nel mag-gio 4240 non valse a ristabilire la pace.Di li a poco, Ottone avendo rotto conpapa Innocenzo III, le cittä lombardepresero parte le une pel re, le altre pelpontelice; ma i Bresciani come erano dis-cordi fra di loro, cosi si divisero anconei rapporti colla politica esteriore. I Boc-cacci coi quali erano anche i Palazzi as-sunsero le parti imperiali, ed i Casalaltole parti contrarie ; questi Ultimi ebberoil disopra, scacciarono da Brescia li altrifra i quali anco il vescovo Palazzi. Da quiebbero origine le fazioni Casalalto e Bru-cella , che si tempestarono per piu anni.Il vescovo Giovanni Palazzi ne era il man-tice principale, talche il papa sollecitatodai podesta di Brescia ( in quell’ anno4242 ve n’ erano tre ) mandö alcuni le-gati apostolici per esortarlo a rinunciarealla cattedra, e in caso di riliuto, di de-porio. Ma in quel mezzo il vescovo , giagrave di anni e d’ infermitä, cessö di vi-vere in Bovegno ai 3 agosto, e dopoqualche tempo gli fu sostituito AlbertoKezzati,
Il nuovo prelato che non aveva le pas-sioni del suo antecessore, e che intendevamolto meglio i doveri del proprio mini-stero, s’ interpose con calore fra le partie le indusse ad una pace sincera, ondeper decreto publico si ineritö il bei titolodi Padre della Patria .
Dopo di ciö Brescia godette alcuni annidi pace, durante il quäl tempo fu eom-piuta la fabrica del Broletto, e si edificö ilcastello di Canneto, sulle rovine dell’an-tiea Bedriaco. Ai 25 dicembre 4222 lacittä ebbe a patire li effetti di un violentis-simo terremoto che distrusse molte case,palazzi e chiese, schiacciando sotto le suerovine persone innumerevoli. Le scossecontinuarono per molto tempo, a talche liuomini paventando di abitare nelle case,piantarono capanne in luoghi aperti onelle foreste. Quel terremoto si fece sen-tire per quasi tutta 1’ Italia . L’ anno se-guente le dirotte pioggie allagarono leCampagne e distrussero le messi, in se-guito a che ne venne una terribile care-stia, indi la pestilenza negli animali, especialmente ne’ buoi, nelle pecore e nelpollame.
i\'el 4234 i Bresciani fecero alleanza coi