Band 
[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
Seite
220
JPEG-Download
 

220 COM

conteneva grosse flottiglie; ora non nerestano che le vestigia. 11 porto attualee piceolo ma comodo e bastante all’ usoper cui e destinato, Esso fu scavato versoil 1230 a! tempo di Azzo Visconti ; ma sol-tanto nel secolo XVII venne adornato ilsuo ingresso con due laterali edifizi, daiquali in tempo di notte levasi una catenache ne chiude 1’ ingresso. Sopra una pa-rete del casino posto a levante vi e unidrometro di marmo bianco, il quäl servea misurare 1’ altezza delle aque del lago,ed indica il grado a cui arrivarono nellemaggiori escrescenze.

Tra porta Sala e porta Torre , sullastrada di circonvallazione, evvi il celebreSantuario detto il Crociüsso : esso e untempio ampio e maestoso, nel quäle am-miransi otto grandiose colonne di marmotratte da una montagna presso Mandello,

Nel borgo di Vico, uno de’ piii amenifra quanti oggidi veder se ne possano inItalia , sorgeva anticamente una villa diCalpurnio Fabato prosuocero di Plinioil vecchio, ed un’ altra di Vibio Caniniolltifo, che visse a tempi di Trajano e chepensava di cantarne le vittorie sui Dacijcome pure il porticato , 1’ euripo ( forseun laghetto in cui si univano molti ru-scelli cadenti dai monti) e l’omhrosissimoplatano celebrati da Plinio. A quest’alberofamoso, atterrato dall’ intemperie, fu piütardi sostituito un olmo, che diede il suonome alla piazza, e che caduto egli pureha dato luogo a piü giovani piante. Ciönondimeno vogliamo avvertire che lo sto-rico di Como , Maurizio Monti, ha impu-gnata l’opinione volgare che colloca ledelizie sopradette nel borgo di Vico, epensa in vece che fossero sul lido che stadirimpetto, detto anticamente Coloniola,oggi borgo Sant’Agostino, il quäle perla sua posizione, e per godere di unclima piü dolce, meglio corrisponde colleespressioni di Plinio. Egli ha forse ra-gione: e quello che piü eontribui astabilire il sentimento contrario fu forsela presente amenitä del borgo Vico , ilquäle e una continuata serie di magnificheville, il cui spettacolo fa stupire li ol-tramontani che per la via dell’ elvetico Cantone Ticino si dirigono alla metropolidella Lombardia . Fra quei sontuosi palagiprimeggia per gusto archittetonico e perfelice posizione il palazzo Odescalchi oraRaimondi, ali’Olmo anzidetto; e le villePoldi ora Visconti di Modrone, Barbö, Vil-lani ora Battaglia che ha la foggia di ro-tondn; la Gallia ora dei Fossani, adorna

COM

I di pitture del Morazzoni, e la Gallietta:queste ultime sorgono sopra il luogo oveera il museo di Paolo Giovio adorno diogni maniera di pitture e ricco di ognivaghezza, Vuolsi che questo stesso museofosse stato eretto sulle antiche rovine delsuburbano di Caninio Rufo, dato che talevilleggiatura ivi avesse il suo luogo. Ven-gono poscia la villa Visconti e la Fontanache gode di un incantevole prospetto dicolli e di lago , la Salazar il cui giar-dino e ombreggiato da tigli annosi e rin-frescato da cascate naturali, la villa delcelebre professore Frank, e piü altre casesignorili con giardini in cui gareggianocol lusso della natura il gusto dell’ arte.La varietä, la grandezza e T eleganza diogni nobile caseggiato sopra questa spiag-gia ridente fanno riguardare il borgo diVicö come uno de’ piü deliziosi luoghidel Lario . Esso e intersecato dalla viapostale che da Conto conduce a Mendrisio ed a Lugano , come pure da quella checonduce alla villa d’Este ora del baroneCiani. E sepnrato da Como dal torrenteCosia che passasi sopra un ponte, ed havicino il cosi detto Pra Pasque (prato dapascolo ) formato dai depositi alluvionalidel torrente medesimo. Vuolsi da taluniche quivi stesse 1’ antica Como , od almenouna parte della cittä distrutta dai Mila-nesi nel 1127.

Dali’ altra parte del lago, in faccia alborgo di Vico, evvi i! borgo di Sant’Ago-stino detto anticamente Cluniola o Co-loniola, Esso poggia alle basse fülde occi-dentali di un alto monte, che poi a guisadi promontorio spingesi nel lago versomaestro, detto punta di Geno, ove untempo eravi la casa degli Umiliati ed inoggi sta la bella villa Cornaggia. Il nomeantico ci richiama una colonia, il modernogli deriva da una ehiesa titolata a Sant’Agostino nella quäle vi sono buone pit-ture dei Morazzoni. Quivi sonvi le ameneville del conte Francesco Pertusati e delnobile Paolo Giovio Tridi. A metä delmonte sta San Donato e la rinomata suagrotta, e piü in alto il solitario villaggiodi Brunate da cui si scorge un trattodegli Appennini e del Piemonte , ed unaporzione non meno considerevole dellafertile pianura Lomharda.

Uscendo dalla cittä per la porta Torree dirigendosi per andare a Sant’Agostinoevvi il borgo di San Vitale; e fra questidue borghi, di rincontro alla nuova porta,e nel luogo ov’ era l’antico rivellino, visono publici passeggi fiancheggiati da al-