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[Volume primo. Parte primo. Parte prima.]
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no notabili la cascuta della Pliniana ,e la fonte nella medesima villa ove inogni giorno 1’ aqua per alcune ore visi-bilmente cresce e per altre si abbassa ;le caseate di Nesso e di Molina, l'Orridodi Bellano, ii fiume Latte presso Varen-na; il buco del piombo vieiao ad Erba ;il pertugio de la Yolpe, grotta profondacirca 900 passi nel monte Bisbino sopraRovenna ; la grotta di Magreglio in Val-lassina con una fonte di aqua intermit-tente ; 1’ aqua della febre vidna alla me-desima , 1’ aqua della Colletta e simili.

I Comaschi sono generalmente di bellacomplessione, sana e vigotfosa, di umoreallegro ed ospitale. Anehe il basso popoloe molto polito e cortese eziandio coiforestieri, Quasi ovunque il bei sesso vi edistinto. Pure in Como ed in Yarese ,forse piü che altrove, vi abbondano inani e i racliitici, lo che forse e da at-tribuirsi all’ abbandono in cui sono la-sciati i fanciulletli ancora teneri, intantoche le madri vanno a lavorare nci setificiiod in altre manifatture. Dobbiamo peröaggiungere che il numero di questi esseriinfelici va sensiblimente diminuendo. IComaschi hanno la mente viva e perspi-cace, sono molto ingegnosi, e tranne iBrianzoli , dediti all’ agricoltura ed allavita sedentaria, quasi tutli li altri dellaprovincia hanno gran predilezione per lavita avventurosa; quindi non sono pochiquelli che emigrano ogni anno, massimetra i laghisti, per recarsi in varie cittädell’ Italia, o in Francia od in Germania ,o in Inghilterra, od anche in Russia adesercitarvi arte o cominercio: onde naqueil proverbio che di Comaschi se ne trovain tutto il mondo. Infatti questa provin-cia, o in un senso piü largo questa dio-cesi, somminislra si puö dire, a tutta1’ Europa pittori, scultori, architelti,scarpellini, ornatisti, stuccatori , fabri-catori di barometri e termometri, edaltri istromenti di fisica, venditori distampe, di Iibri di musica, di carte geo-grafiche , merciadri, calTettieri, cioccola-tieri , e persino spazzacaniini e scaldar-rostai, Anzi dal commercio dei barometri,che in origine dorette essere molto piülucroso che non adesso, alla maggiorparte di codesti emigratori venne il so-pranome volgare di Barometta , dal fran-cese Barometre, Yari di costoro fannofortuna, nui i piü ne ritornano quel cheerano prima, con nissun altro aquisto,tranne quello di aver veduto paesi lon-tani. Per lo che non c rado d’ incon-

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trarsi con barcaiuoli o facchini od altridel volgo che afTrontandosi co’ forestieriparlano speditamente il francese, 1’ inglese o il tedesco , che essi appresero nei loroviaggi.

Malgrado questa smania peregrinante,e cosi vivo 1’ atnor di patria, che nissunComasco , per quanto abbia potuto arric-cliire in esteri paesi, ed ivi legarsi coinodi di parentela o d’ interesse, pure noncrederebbe di morir bene senza rivederei lari natii: e forse non a torto, potendoessi diffieilmente trovare altrove un cielocosi ridente e posizioni tanto amene edeliziöse.

La stessa natura varia e pittoresca delpaese sembra inspirare ui Comaschi l’amo-re delle belle arti, nelle quali innuinere-voli sono coloro che si distinsero anche ingrado eminente. Questa inclinazione emolto nntica , e non e inverosimile cheiino dai tempi romani uscissero di quivinon pochi artisti i quali coi loro ingegnoandavano poscia ad abbellire cittä e pa-lagi nelle provincie dell’ impero, Nel VIIsecolo erano giä celebri i maestri Coma-cini, ricorduti nelle leggi di Rotari, esembra che costoro fossero pressoche isoli architetti ed ingegneri di quella etü,ed opera pur di costoro dovrebbero esseretutte le chiese e li edifizi fatti coslruiredalla regina Teodolinda e dai suecessivire Longobardi . Nei secoli seguenti usciun numero quasi incredibile di artistidi ogni genere, pochi perö furono di Como propriamente, i piü vennero daU’attualeCantone Ticino , parte altre volte dellaprovincia, ora della sola diocesi comense.Il Giovio ci ha dato un Dizionario degliuomini illustri comensi; se ne ha pure uncatalogo ragionato in fine a ciascun librodella Storia di Como di Cesare Canlüj ed inquella di Maorizio Monti tutto il libro IXe dedicato alla storia delle belle arti nellaprovincia e diocesi di Como , ,e i duelibri seguenti trattano delle scienze e dellaletteratura.

. Il dialetto comasco e affine coi mila-nese, ma ha suoni piü larghi , e quindianco spiacevoli all’ orecchio ; ha perö lesue variazioni; quello della cittä o deiborghi e ii meno gentile. Un assai benfatto dizionario del dialetto comasco sista ora publicando dal sig. Pietro Monticurato di Brunate e giä professore difilologia greca e latina nel liceo di PortaNuova in Milano .

Nello spirituale due terzi della provin-cia sono soggetli alla diocesi milanese e