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distinguersi dai vecchi abitatori essendosichiamati jXuovi Comensi ( Neo-Cometes ),anco la cittä ristaurata da loro fu dettaISuova-Como . Convien perö credere che iGreci eolonizzati a Como e lungo il Lario fosscro in molto maggior numero, o chevarie piccole colonie siano vemite in di-versi tempi, e sparsesi qua e lä in diversivillaggi, ii nome de’ quaii ha una evidenteorigine greca: « Gli osservatori di fisio-« nomie, dice l’Amoretti, trovano che li« abitanti della Valtellina, ove le paludi« non gnastan 1’ aria, offrono sino a« Villa ne' loro volti una forma greca e« regolare, ma quind’ inanzi hanno fisio-« nomia tedesca: onde argomentasi che i« primi dall’ Insubria , e i secondi dalla« llezia siano andati ad abitar la volle ».E i nomi di Lenno, Dorio, Dervio, Nesso ,Corenno, Piona, Lierna, Lecco , Caieta ePalnnzo ec., ci richiamano i greci nomidi Lemno, Doride, Delfo, Nasso , Coriuto,Peonia, Lernn,Leueade, Gaela, Palante ec.I)opo la vittoria di Farsaglia, i Comensifurono oggregati alla tribii Oufenlina, cdebbero tutti i diritti e privilegi de’ Ro-mani ; ma nell’ interna sua amministra-zione si regolö prima come colonia , poicome municipio. A custodia del lago, con-tro le incursioni de’ barbari, gl’ impera-tori stabilirono a Como una flotliglia,comandata da un prefetlo, e che vi eraancora alla meid del Y secolo quundo luscrilta la Nolizia,
Como segui le sorti comuni di tutte lealtre cittä dell’ Itolia : quando qviesta fudoininata dai Goti ( YI secolo), sembrache Como fosse molto decnduta dall’anticosplendore , cosa non difficile a ci edersitrovandosi essa quasi a frontiern de' bar-bari che discendevano (lalle Alpi Retiche ,e quindi trop|>o di frequente esposta alleloro rapine. EU’ era invero ancora unacittä forte, popolota , adorna di bei pa-lagi , ma le fortune degli abitanti eranoassni diminuite, per cui i ricchi che primaerano splendidi divennero poscia parsiino-niosi, non potendo piit sostenere il di-6pendio dell’antico lusso. Per il frequentepassaggio di eorrieri e trasporli militario del principe era anco aggravata dal-1’ oneroso corso publico, o prestazionedi cavalli, per cui la cittä dovette chie-dere un riparo a Teodorico . Sotto questore Como aveva per goyernatore il gotoTanrila.
IVel 568 i Longobardi calarono in Itolia;1’ anno seguente s’ impadronirono di Mi-lano, ma non sappiamo se Como sia yc-
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nuta cosi subito in loro possesso. Certo eche 1’ isola Comacina si mantenne indi-pendente per ben 20 anni, e che i vil-laggi del Lario da costo a quell’ isola loerano del paro nel 572 come si ha da dueiscrizioni riferite dal Cnntii, Lo Stampa,citnto dal medesimo Cnntii, ruole cheAlireo fosse duca di Como , ed uno de’ 36duchi longobardi che governarono fltaliapoco dopo la morte di Alboino . Ma quelnome di Alireo o ä ben storpiato od eneppur longobardo . In una cattiva Va-riante di Paolo diacono troviamo indi-cato, invece di Alireo, un Evino duca diComo ; ma i testi migliori in luogo diComo hanno Trento , ed ä anche piü con-forme colla storia: imperocche in tuttoil tempo del regno Longobardico non sitrova mai che Como avesse un duca, loche proverebbe che quella cittä continufta governarsi municipalmente, e soggettadirettamente alla regia giurisdizione.
Nulla o ben poco sappiamo intorno allasua condizione sotto i Carolingi, e lialtri principi o italiani o stranieri chesi disputarono il regno d’ Italia dall’ 888al 950; solo ci ä noto che eil’ era aliorauna cittä ricchissima, e molto potenti idi lei vescovi, i quaii vediamo varie voltelasciar la ehiesa per ingolfarsi negli in-trighi politici. Ma ignoriamo donde deri-rasse l’opulenza della cittä, se non fossedal commercio, essendo sulla strnda la piüfrcquentata aliora per passare dall’Italia in Germania. Fu in una torre di Como odel Comasco che Berengario II fece rin-chiudere Adelaide vedova del suo emuloLotario , e che riuscita poi a fuggire, sisalvö nel castello dl Canossa , e divennemoglie deU’imperatore Oltone I.
La potenza della cittä e dei vescovi diComo si accrebbe sotto il secondo e terzodegli Ottoni . Pietro vescovo Comense fuarcicancelliere di quest’ ultimo; poi lofu di Arduino, al cui inalzamento al regnod’ Italia si era adoperato molto; ma inseguito inimicatosi con quel re, gli ri-bellö Como , e lo fece aderii’e alla partetedesca.
Fra la debolezza o la lontananza dei red’Italia od imperatori che successero agliOttoni , poi fra le guerre suscitatesi fra1’ imperatore Enrico III e papa Grego-rio VII, andö sempre piü allargandosi lalibertä del municipii Italiani , che a pocoa poco si converlirono in altretante re-publiche. Fra queste fu anche Como , e ilprimo esempio di una guerra intrapresadai Comaschi contro i loro vicini lo tro-