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viamo nel 901. Guido, ftglio di Berenga-rio II re d’ Italia , aveva cercato un rico-vero neU’ isola Comacina, giä celebre finodai tempi de’ Longobardi ; ma Gualdo ve-scovo di Como c gran fautore di Ottone I ,anno i Comaschi, marciö contro I’ isola,costrinse Guido ad arrendersi, e spianö laröcca. Nel 1091 troviamo di bei nuovo iComaschi impegnati in guerra coi Ber-gamaschi , per contese di confine versol’Adda , ma i primi ebbero la peggio,
Nel 1118 ebbe principio la famosa guerradecennale fra Como e Milano , la quäleebbe origine dulie contese fra Landolfo daCarcano milanese, e Guido da Grimoldi diCavallasca i quali si disputavano la sedeepiseopale di Como . II primo, scomunicatoda papa Urbano II e discacciato dal po-polo , si rifuggi nel castello di Maliaso ;ma i Comaschi lo assalirono, lo feceroprigione ed uccisero molti de’ suoi difen-sori, quasi tutti milanesi, fra i quali duenipoti dello stesso vescovo. I parenti diquesti Ultimi recaronsi a Milano a ehie-derne vendetta; e l’arcivescovo Giordanoda Clivio, congiunto in parcnlado col ve-scovo Carcano, e giä incitato contro iComaschi per alcune ingiurie recate daessi ai beni della sua mensa, invece diconsigliare la caritä cristiana, diede mag-gior stimolo agli sdegni, infianunando ilpopolo, e mettendo una specie di eccle-siastico interdetto sulle cliiese, finche tuttii militi e con essi il carroceio non fos-sero usciti dalla cittä. A questa guerra ,continuata dieci anni con stragi vicende-voli, presero parte coi Milanesi quasi tuttele cittä della Lombardia , ed inoltre siribellarono ai Comaschi 1’ isola Comacina,Bellaggio, Menaggio, Gravedona ed ultreterre delle tre pievi, Ma Io strano si eche allora i Comaschi tenevano le partidel papa, e i Milanesi coi loro alleatiquelle dell’ imperatore, laddove che ne Heguerre susseguenti i Comaschi diventaronoiierissimi ghibelini e fierissimi guelfi iMilanesi, La guerra si estese su tutto ilterritorio Gomasco, e lungo le rive delLario e del Yerbano: molti furono iborghi, molti i villaggi saccheggiati o in-cendiati; e per nove anni i Comaschi,diretti dal vescovo Guido , ebbero quasisempre il rantaggio. Ma la guerra si feeesempre sul lore territorio o ne’contorni,a talche dopo la morte del vescovo, co-minciarono a sentirsi sfiniti, Alkt fineassediati duramente dai Milanesi e dainumerosi loro alleati, i Comaschi, dopouna yalidissima difesa, dovettero abban-
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donar la cittä , ritirarsi nella fortezza delborgo di Yico, capitolare coi vincitori,che imposero ai vinti un annuo tiibuto*e l’obbligo di smantellare le loro fortifi-cazioni. Cosi Como fu presa e saccheg»giata ai 27 agosto 4127.
Nel 4154 Federico Barbarossa intimöai Milanesi di restituire a Como l’anticalibertä; ma quest’ ordine non essendo ap-poggiato dalla forza, tornö anzi a nuovodetrimento de’ Comaschi , sulle terre deiquali si vendicarono i loro emoii, e feceronuovi devastamenti alla cittä. Quattroanni dopo essendo Federico tornato inItalia con potente esercito, obbligö i Mi-lanesi a rinunciare al domiuio di Como ,fece rifabricare la cittä e la colmö diprivilegi, cosi che alla volta loro i Co-maschi si associarono con lui nella guerrach’ ei fece in seguito ai Milanesi ed ebberol’infuusta compiacenza di contribuire nelladistruzione della capitale della Lombardia ,successa nel mar«o 4102. Ai Comaschitoccö per Sorte di rovinare tutto il quar-tiere di porta Comasina.
L’umiiiazione di Milano fu di brevedurata, Ella risorse cinque anni dopo, ecollegata con sedici altre cittä Lombarde ,fece nuova guerra a Federico, il cui eser-cito fu linulmente ai 29 maggio 4476sbaragliato a Legnano, ed a gran stentolo stesso monarca potc salvarsi in Pavia .In questa guerra i Comaschi, al parode’ Pavesi, Lodigiani ed altre cittä, ave-vano seguile le parti dell’ imperatore , equantunque per una causa antinazionale,pure combatterono valorosamente comelo dimostrarono i numerosi cadaveri la-sciali sul campo. Perciö furono da Fe-derico riinunerati con molti privilegied esenzioni, donö alla cittä il castellodi Baradello , da lui eretto alcuni anniprima, sottomise alla medesima i capitanidella Valtellina, ed ordinö che la monetabattuta in Como dovessc aver corso anconei contadi di Lecco , della Martesana edel Seprio.
La pace di Costanza (4183) inise finealle guerre fra i Lombardi e 1’impero,ma le cittä in pace coll estero comincia-rono a battagliarsi fra di loro. TuttaviaComo per molti anni non ebbe parte scnon a picciole guerre e di poco momento;riaquistö il perduto dominio sulle TrePievi e sulla Valtellina, e coi Milanesifiui all’ amichevole le antiche contese so-pra il possesso di varie terre e fu deter-minato per accordi il confine reeiprocodelle due republiche.